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Prima di trasferirmi a Berlino ho trascorso due anni a Brighton. In nessun altro posto mi sono sentita tanto a casa come in questa cittadina dell’East Sussex. È piccola e accogliente, e invita a sviluppare “abitudini” (quelle belle, che ti fanno affezionare a una città invece di spingerti a scappare). 

Avevo una serie di posti preferiti per: bere birra, caffè, tè, mangiare, comprare libri, leggere [notare quanto i miei interessi girino per lo più intorno al cibo e ai libri]. Se vuoi sapere quali erano (e sono) continua a leggere.

City Books (Western Road, 23)

Lavoravo affianco a City Books [ma guarda un po’!]una libreria indipendente strapiena di titoli freschi di stampa disposti su due piani. Ci passavo davanti quasi tutti i giorni e buttavo sempre un occhio alla vetrina, sognando di farmi assumere in un futuro piuttosto nebuloso.

Nonostante conoscessi i suoi dipendenti, perché venivano da noi a comprare il pranzo, non sono mai entrata da loro per chiedere se avessero bisogno di personale. [in quale mondo è possibile trovare lavoro presso una libreria indipendente semplicemente entrando, facendo due chiacchiere con il titolare e lasciando il proprio curriculum? Non nel mio, temo.]

Ospita spesso eventi e scrittori. Un giorno, mentre ero di turno, vidi una lunga fila di persone fuori dalla libreria e capii perché il nostro negozio era stranamente vuoto a quell’ora del pomeriggio. 

Venni a sapere che Wilbur Smith stava firmando le copie del suo ultimo libro (lui, che con la saga egizia mi fece perdere il sonno). Persi una grande occasione, ma non c’era altro da fare. Passai le ore successive a lavorare e a mordermi i gomiti.

Non solo ci lavoravo affianco, ma ho sempre vissuto a due passi da lì. È stata la prima libreria brightoniana in cui ho messo piede appena arrivata in città. Ci acquistai How to be a travel writer edito da Lonely Planet. Non so perché scelsi proprio quello.

Pausa lettura, tè e scones (Spring Street, 26)

Camminando lungo Western Road, in direzione Churchill Square, si svolta in Spring Street. Al numero 26 c’è un posto del quale è impossibile non innamorarsi, quello dove leggere sorseggiando tè o caffè: Talk of Tea.

Piccolo e accogliente (ha sì e no 5 o 6 tavoli e d’inverno il cortile interno non viene usato), ha un’ampia varietà di tè serviti in modo impeccabile, libri e giochi da tavolo a disposizione, sedie e poltrone, dolci (tra cui i deliziosi scones con marmellata e clotted cream fresca fresca) e tramezzini fatti da loro.

Si riempie facilmente e nel fine settimana è difficile trovare posto senza prenotazione. C’è una tale pace al suo interno che ci si sente subito a casa. La prima volta che ci andai mi sembrò di essere entrata nel salotto di qualcun altro. 

Snooper’s paradise (Kensington Gardens 7-8)

Situato nel cuore di North Laine, a Kensington Gardens, c’è un grande negozio di roba vintage, chiamato Snooper’s paradise. Vende di tutto: dai vestiti ai soprammobili, dai giocattoli di una volta a vecchie foto di tempi ormai lontani. Tra tutti questi oggetti, ci sono diversi scaffali sparsi qua e là con libri di seconda mano spesso molto interessanti. Io ci andavo per il gusto di perdermi in quel mare di cianfrusaglie da cui riemergevo sempre un po’ stordita, per poi buttarmi nel vicino negozio di dischi Resident al civico 28.

Brighton Books (Kensington Gardens, 18)

Kensington Gardens è una via stretta, chiusa al traffico, densa di negozi, luoghi dove rifocillarsi e persone (a volte è così affollata che non si riesce nemmeno a camminare).

Ospita anche una delle mie librerie preferite, Brighton Books, che io chiamo “La libreria del gatto nero”, perché la prima volta che ci entrai feci amicizia con un gatto nero di 17 anni che sonnecchiava su una pila di cassette colme di libri.

La “libreria del gatto nero” mi ispirò un racconto per bambini che non ho mai terminato. Quel gatto (chissà se è ancora in vita) l’ho ribattezzato “Baffo Bianco”. Brighton Books ha due piani ed è ben fornita su tanti argomenti.

Colin Page (Duke street, 36)

Abbiamo fatto un bel po’ di strada finora: da Western Road a North Laine e giù, verso il mare, diretti da Colin Page, a due passi da The Lanes, il famoso intrico di stradine che piace tanto soprattutto agli amanti dello shopping.

Colin Page vende libri di seconda mano e d’antiquariato ed è un must. Al piano terra c’è il bancone circondato su tre lati da scaffali con libri pregiati e meravigliosi. Alcuni di essi, per ovvi motivi, chiusi a chiave all’interno delle vetrine.

Una ripida scala a chiocciola conduce al piano inferiore, dove stanno i libri di seconda mano. Tanti titoli su tanti argomenti. A volte ci andavo più per lasciarmi ispirare dall’atmosfera che per comprare.

E ora a noi

Ci sono altre librerie interessanti a Brighton, ma quelle che ho elencato le frequentavo di continuo. Andavo anche da Waterstones, che non ho messo in lista perché per quanto grande e fornita trovo scontata; in ogni città inglese c’è almeno un Waterstones.

Segnalo infine Books for Amnesty, al 15 di Sidney Street. È difficile non notarla passandoci davanti per via della facciata rosa shocking. Comprando un libro lì, si dà una mano ad Amnesty International (cosa che vale per le molte altre librerie presenti in città legate ad associazioni di volontariato).

Per quanto riguarda i fiumi di tè e i chili di scones, ci sono tanti altri posti carini a Brighton che forse varrebbe la pena visitare, ma se mi affeziono a un luogo speciale gli resto fedele a vita. Talk of tea sarà sempre il mio preferito.

Ultimamente degli amici mi hanno portata da The Mock Turtle. L’ho trovato così carino e accogliente che ci sono tornata una seconda volta prima della partenza. È ideale per una English Breakfast, un brunch o per una pausa tè/caffè e fetta di torta. Si trova al civico 4 di Pool Valley.

Leggi anche: Cosa vedere a Brighton in un giorno con il Brighton Rock tour

Brightonianamente tua
Miss Katy Poppins

Credit: lettureinviaggio

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Allevatrice di unicorni e dirigente di una multinazionale di idee. Da grande vorrebbe diventare ambasciatrice di sorrisi e indossare solo abiti color turchese.