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Come molti di voi ormai sapranno, prima di trasferirmi a Berlino ho trascorso due anni a Brighton. In nessun altro posto mi sono sentita tanto a casa come in questa cittadina dell’East Sussex.

È piccola e accogliente, e invita a sviluppare “abitudini” (quelle belle però, che ti fanno affezionare a una città invece di spingerti a scappare). Avevo una serie di posti preferiti per: bere birra, caffè, tè, mangiare, comprare libri, leggere [notare quanto i miei interessi girino per lo più intorno al cibo e ai libri]

Volete sapere quali erano (e sono) i miei luoghi librosi preferiti? [Anche no Caterina, c’hai fatto due palle con Brighton!].

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City Books

Lavoravo affianco a City Books [ma guarda un po’!]una libreria indipendente strapiena di titoli freschi di stampa disposti su due piani. Ci passavo davanti quasi tutti i giorni e buttavo sempre un occhio alla vetrina, sognando di farmi assumere in un futuro piuttosto nebuloso.

Nonostante conoscessi i suoi dipendenti, perché venivano da noi a comprare il pranzo, non sono mai entrata da loro per chiedere se avessero bisogno di personale. [in quale mondo è possibile trovare lavoro presso una libreria indipendente semplicemente entrando, facendo due chiacchiere con il titolare e lasciando il proprio curriculum? Non nel mio, temo.]

Ospita spesso eventi e scrittori. Un giorno, mentre ero di turno, vidi una lunga fila di persone fuori dalla libreria e capii perché il nostro negozio era stranamente vuoto a quell’ora del pomeriggio. 

Venni a sapere che Wilbur Smith stava firmando le copie del suo ultimo libro (lui, che con la saga egizia mi convinse a conseguire una laurea che mi avrebbe resa molto acculturata e altrettanto squattrinata). Persi una grande occasione, ma non c’era altro da fare. Passai le ore successive a lavorare e a mordermi i gomiti.

Non solo ci lavoravo affianco, ma ho sempre vissuto a due passi da lì. È stata la prima libreria brightoniana in cui ho messo piede appena arrivata in città. Ci acquistai How to be a travel writer edito da Lonely Planet. Non so perché scelsi proprio quello. All’epoca non ambivo a diventare una travel writer (e nemmeno oggi aspiro a tanto).

Western Road, 23

Pausa lettura, tè e scones

Camminando lungo Western Road, in direzione Churchill Square, imboccate Spring Street. Al numero 26 c’è un posto del quale è impossibile non innamorarsi. E se vi piace leggere in luoghi accoglienti e per niente rumorosi sorseggiando tè o caffè, non perdetevi Talk of Tea.

Piccolo e carino (ha sì e no 5 o 6 tavoli e d’inverno il cortile interno non viene usato), ha un’ampia varietà di tè serviti in modo impeccabile, libri e giochi da tavolo a disposizione, sedie e poltrone, dolci (tra cui i deliziosi scones con marmellata e clotted cream fresca fresca) e tramezzini fatti da loro.

Un post condiviso da Maruša Maligoj (@marusja.m) in data:

Si riempie facilmente e nel fine settimana è difficile trovare posto senza prenotazione. Se venite a Brighton, avete poco tempo e volete farci un salto, vi conviene telefonare prima. Ultimamente hanno rinnovato il locale e il lunedì è giorno di chiusura.

C’è una tale pace al suo interno che ci si sente subito a casa. La prima volta che ci andai ebbi la strana sensazione di essere entrata nel salotto di qualcun altro. 

Spring Street, 26

Snooper’s paradise

Situato nel cuore di North Laine, a Kensington Gardens, c’è un grande negozio di roba vintage, chiamato Snooper’s paradise. Vende di tutto: dai vestiti ai soprammobili, dai giocattoli di una volta a vecchie foto di tempi ormai lontani. Tra tutti questi oggetti, ci sono diversi scaffali sparsi qua e là con libri di seconda mano spesso molto interessanti.

Io ci andavo principalmente per i libri, ma anche che per il gusto di perdermi in quel mare di cianfrusaglie da cui riemergevo sempre un po’ stordita, per poi buttarmi nel vicino negozio di dischi Resident al civico 28.

Kensington Gardens 7-8

Brighton Books

Kensington Gardens è una via stretta, chiusa al traffico, densa di negozi, luoghi dove rifocillarsi e persone (a volte è così affollata che non si riesce nemmeno a camminare).

Ospita anche una delle mie librerie preferite, Brighton Books, che io chiamo “La libreria del gatto nero”. Il perché è presto detto: la prima volta che ci entrai feci amicizia con un gatto nero di 17 anni che sonnecchiava su una pila di cassette colme di libri.

Un post condiviso da Wendy (@wendleness) in data:

La “libreria del gatto nero” mi ispirò un racconto per bambini che non ho mai terminato. Quel gatto (chissà se è ancora in vita) l’ho ribattezzato “Baffo Bianco”. Brighton Books ha due piani ed è ben fornita su tanti argomenti. Vale la pena farci un salto.

Kensington Gardens, 18

Colin Page

Abbiamo fatto un bel po’ di strada finora: da Western Road a North Laine e giù, verso il mare, diretti da Colin Page, a due passi da The Lanes, il famoso intrico di stradine che piace tanto soprattutto agli amanti dello shopping.

Colin Page vende libri di seconda mano e d’antiquariato ed è un must. Al piano terra c’è il bancone circondato su tre lati da scaffali con libri pregiati e meravigliosi. Alcuni di essi, per ovvi motivi, chiusi a chiave all’interno delle vetrine.

Una ripida scala a chiocciola conduce al piano inferiore, dove stanno i libri di seconda mano. Tanti titoli su tanti argomenti. A volte ci andavo più per lasciarmi ispirare dall’atmosfera che per comprare.

Duke street, 36

E ora a noi

Ci sono altre librerie interessanti a Brighton, ma quelle che ho elencato le frequentavo di continuo. Andavo anche da Waterstones, che non ho messo in lista perché per quanto grande e fornita trovo scontata; in ogni città inglese c’è almeno un Waterstones.

Vi segnalo infine Books for Amnesty, al 15 di Sidney Street. È difficile non notarla passandoci davanti per via della facciata rosa shocking. Comprando un libro lì, darete una mano ad Amnesty International (cosa che vale per le molte altre librerie presenti in città legate ad associazioni di volontariato).

Per quanto riguarda i fiumi di tè e i chili di scones, ci sono tanti altri posti carini a Brighton che forse varrebbe la pena visitare, ma se mi affeziono a un luogo speciale gli resto fedele a vita. Talk of tea sarà sempre il mio preferito.

Ultimamente degli amici mi hanno portata da The Mock Turtle. Non c’ero mai stata. L’ho trovato così carino e accogliente che ci sono tornata una seconda volta prima della partenza.

È ideale per una English Breakfast, un brunch o per una pausa tè/caffè e fetta di torta. Si trova al civico 4 di Pool Valley. L’unico limite è che lì ci posso mangiare, ma non leggere perché c’è troppa gente intorno.

Ora tocca a voi: quali sono le vostre librerie preferite? Avete dei posti preferiti per mangiare, bere e leggere?

Brightonianamente vostra
Miss Katy Poppins

Dirigente di una multinazionale di sogni, attualmente impegnata nella loro realizzazione. Da grande vorrebbe diventare ambasciatrice di sorrisi e indossare solo abiti color turchese.