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Qualche mese fa sono stata a San Francisco con il mio fidato Ombrello e una guida d’eccezione, Elena Refraschini, che sulla city by the bay ha scritto San Francisco. Ritratto di una città, pubblicato nel 2017 dalla casa editrice Odoya.

Copertina Libro San Francisco. Ritratto di una città

Se mi segui da un po’, sai che quando viaggio con Ombrello non lo faccio nel vero senso della parola, ma giro il mondo attraverso i libri. Leggendo quello di Elena mi è sembrato di camminare per le strade di San Francisco insieme a lei. Perdutamente innamorata di questa città, dove è approdata per la prima volta nel 2004, ci torna appena può.

San Francisco. Ritratto di una città è quindi il frutto di tutte le esperienze e le esplorazioni urbane accumulate nel corso degli anni; una “biografia arbitraria”, la mappa personale di un “luogo geografico ed emotivo” raccontato attraverso la sua produzione culturale, le sue ferite, le sue rinascite e le sue lotte.

In un mondo che tende a innalzare muri, a San Francisco potrai anche essere un nuovo arrivato, ma non sarai mai uno straniero — E. Refraschini (San Francisco. Ritratto di una città) Condividi il Tweet

Percorriamo strade e quartieri, parchi, ponti e isole, saliamo sui cable car e sui tram elettrici, sogniamo a occhi aperti di fronte alle poche case vittoriane rimaste in piedi, ammiriamo i panorami più belli, ci arrampichiamo su ripide scale, curiosiamo fra i libri del City Lights Bookstore e ci rilassiamo a Telegraph Hill.

Ci spostiamo indietro nel tempo, a quando il territorio su cui sorge San Francisco era abitato dagli Ohlone, i nativi americani della California decimati nell’arco di soli cento anni dopo l’arrivo degli Spagnoli alla fine del ‘700, per poi andare alla ricerca dei primi vagiti della città; assistiamo alla sua crescita frettolosa e fuori controllo durante la corsa all’oro e alla distruzione causata dall’incendio del 1906; ci lasciamo avvincere dal suo impeto rivoluzionario e osserviamo con rammarico le conseguenze della gentrificazione sul suo tessuto sociale. La città libera e anticonformista che ha incarnato il mito dell’Ovest, prodotto la Summer of Love e lottato per i diritti civili (e continua a farlo) è oggi afflitta da una crisi di identità.

Perché leggere San Francisco. Ritratto di una città

Se si trattasse di una semplice guida non starei qui a scriverne, ma San Francisco. Ritratto di una città è molto di più, perché aiuta ad afferrare l’essenza di una realtà mutevole e sfaccettata, favorendo la comprensione e l’immersione. È un libro solido, trascinante e generoso, che ho assorbito con lo stesso entusiasmo di chi si appresta a partire per la city by the bay.

Riconoscere e onorare la geografia di un popolo significa anche riconoscerne e onorarne l'esistenza — E. Refraschini (San Francisco. Ritratto di una città) Condividi il Tweet

A spingere l’asticella del suo valore ancora più su è poi l’elemento umano, per me imprescindibile: l’attenzione di Elena è costantemente rivolta alle persone (nomi noti e meno noti), raccontate con la sensibilità e l’empatia che la contraddistinguono. Infine segnalo la presenza di quegli elementi (per niente scontati) che facilitano la fruizione del testo e lo arricchiscono: la bibliografia, l’indice dei nomi, le immagini (stampate in B/N) e i box di approfondimento alla fine di ogni capitolo.

A chi si addice questo libro? Ovviamente a chi ha un interesse per gli Stati Uniti, e per San Francisco in particolare, e a chi in generale piacciono le città (come scrisse Robert McLiam Wilson in Eureka Street, una città “è uno scrigno di storie e di racconti presenti, passati e futuri. È un romanzo. La città è un semplice conglomerato di persone, e al contempo complesso distillato geografico ed emotivo di una nazione”, quindi poco importa che San Francisco sia o no la tua prossima meta: si rivelerà comunque una lettura appagante).

Per molti, oggi, il mito dell’Ovest è incarnato nelle palme losangeline che sembrano accarezzare il cielo; nelle autostrade perennemente intasate della megalopoli tentacolare; nel mistero delle sue finestre scure. Ma per me la città dei sogni è ancora San Francisco: venditrice di speranze e illusioni, talvolta crudele ma sempre incantatrice. Una città dalle braccia aperte, che lascia soffiare dentro di sé i venti della libertà, il respiro agrodolce del successo e del fallimento, ma soprattutto accoglie le persone e la loro infinita ricerca (o perdita) di se stesse, tra l’incertezza dei vicoli nebbiosi e la stella polare di un’insegna al neon.

Elena Refraschini | San Francisco. ritratto di una città

San Francisco. Ritratto di una città, Elena Refraschini, Odoya, 2017, pagine 272, € 18.00:

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L’autrice

Elena Refraschini è giornalista e insegnante di inglese americano [dai un’occhiata ai suoi corsi]. Vive e lavora a Milano e torna spesso negli Stati Uniti. È una viaggiatrice con la V maiuscola e ha una grande passione per i treni. Oltre a San Francisco. Ritratto di una città, ha scritto insieme a Davide Moroni In viaggio sul sofà, pubblicato da Morellini nel 2014. La trovi su Instagram e Facebook. Per saperne di più su San Francisco leggi il suo blog Storie di San Francisco.

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Allevatrice di unicorni e dirigente di una multinazionale di idee. Da grande vorrebbe diventare ambasciatrice di sorrisi e indossare solo abiti color turchese.