La prima volta che ho sentito parlare di Marzahn, mon amour ero a un corso di conversazione in tedesco. Una delle partecipanti lo aveva letto in lingua originale e ce lo consigliò caldamente. Ho temporeggiato per due anni, finché non è uscita l’edizione italiana, pubblicata di recente da L’Orma editore.

No, non ero a Marzahn quando ho fotografato il libro, però lo sfondo è berlinese. Va bene comunque?

Aveva ragione la mia collega di corso. È piaciuto molto anche a me. È bastato l’incipit ad agganciarmi. In queste parole, essendo vicina all’età di mezzo, mi sono sentita vista:

Gli anni di mezzo quelli in cui non sei né giovane né vecchia, sono anni confusi. La riva da cui sei partita non si vede più e quella verso cui ti dirigi non si distingue ancora chiaramente. Sono anni in cui annaspi al centro di un grande lago, senza fiato, fiaccata dalla monotonia delle bracciate. Disorientata ti fermi e cominci a ruotare su te stessa. Un giro, poi un altro e un altro ancora. E ti prende la paura di affogare a metà della traversata, senza un suono, senza un motivo.

Marzahn, mon amour, Katja Oskamp

L’autrice, Katja Oskamp, a un certo punto della sua vita, mentre attraversa un periodo complesso, segue il consiglio di un’amica e si rimette a studiare per diventare pedicurista. E in Marzahn, mon amour raccoglie le storie di alcune persone diventate sue clienti abituali nel centro estetico dove lavora, a Marzahn appunto.

Ogni capitolo ha per titolo il nome della persona a cui è dedicato (la maggior parte di esse è anziana) e si apre con qualcosa che riguarda il quartiere: i pregiudizi nei suoi confronti, il vento che soffia implacabile per via della vicinanza con le foreste del Brandeburgo, il caos nei numeri civici, il cimitero Parkfriedhof, la percentuale di rifugiati nel distretto, maggiore che nel resto della città. Marzahn prende vita, è anch’esso protagonista. E ognuno di questi aspetti si ricollega alle singole storie narrate.

Vite ordinarie, raccontate con umorismo, empatia e dolcezza, inquilini di quei Plattenbauten, che caratterizzano il panorama urbano di Marzahn. Sedici racconti, incorniciati da un prologo e da un epilogo, che scaldano il cuore e mi ricordano quel giorno di non ricordo più quale stagione, che sull’M29, lungo il percorso che facevo quotidianamente per andare a lavorare, provai un sentimento nuovo e folgorante. Era amore, credo. Un amore (e un dolore) smisurato nei confronti dell’umanità a cui appartengo.

In una metropoli spesso si avverte la difficoltà di creare legami con le persone. Katja Oskamp mi ha ricordato l’importanza di vivere il proprio quartiere, il proprio vicinato1. Iniziare da quello, e possibilmente dare qualcosa indietro alla comunità.

Uscito in Germania nel 2019, Marzahn, mon amour è rimasto a lungo nella classifica dei libri più venduti dello Spiegel e quest’anno ha ricevuto il Dublin Literary Award con un premio di 100 mila euro.

Hai quasi cinquant’anni e hai capito che le cose che vuoi fare davvero devi farle subito, non puoi più rimandare. Sarà anche un consiglio banale, ma è la verità. Hai quasi cinquant’anni e sei diventata ancora più invisibile, il prerequisito ideale per fare tutte quelle cose, che siano terribili, meravigliose o inconsuete. Sei così invisibile — con la tua divisa bianca davanti alle pareti bianche della stanza del pedicure — da riuscire a specchiarti nei variopinti clienti che si susseguono sul trono rosa senza che nessuno se ne accorga. Per tutto il tempo ridi, rifletti, e di tanto in tanto li guardi negli occhi. Dopo la chiusura, quando aspetti alla fermata della M6 con i capelli sciolti e i vestiti scuri, i tuoi clienti non ti riconoscono.

Marzahn, mon amour, Katja Oskamp

Risorse e curiosità

Per approfondimenti su Marzahn ti consiglio questo articolo di Berlino Explorer. Il libro lo trovi qui (a proposito, lo ha tradotto Rachele Salerno) e su Yanez Magazine invece c’è un reportage fotografico; su Il Tascabile un articolo che racconta la periferia a nord di Marzahn.

Una chicca scoperta grazie al libro di Oskamp è la presenza di uno Skywalk sulla Marzahner Promenade. Inaugurato nel 2015, con i suoi 70 metri di altezza permette uno sguardo su tutta la metropoli. È visitabile solo tre giorni a settimana su prenotazione. Ora lo sai, quindi se vieni a Berlino facci un pensiero. Per oggi da Marzahn è tutto, ma ci torneremo con un piccolo tour letterario.

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  1. Oskamp, però, non vive a Marzahn. Lì ci lavora soltanto. Pare abiti a Lichtenberg.[]

Allevatrice di unicorni e dirigente di una multinazionale di idee. Da grande vorrebbe diventare ambasciatrice di sorrisi e indossare solo abiti color turchese.