E di quella volta che a Londra ho passeggiato per Charing Cross Road.

Mentre leggevo 84 Charing Cross Road, ho ripensato spesso a un pomeriggio di settembre del 2019, quando camminando per l’omonima strada londinese mi sono ritrovata di fronte all’edificio che un tempo ospitava la libreria Marks & Co.

Allora conoscevo solo vagamente il libro di Helene Hanff pubblicato nel 1970, ma avevo guardato la sua trasposizione cinematografica, il film di David Jones con Anne Bancroft e Anthony Hopkins, uscito diciasette anni dopo.

Al posto della libreria oggi c’è un McDonald’s. Affissa all’esterno, su un pilastro, una targa rotonda ricorda:

84 Charing Cross Road
the booksellers Marks & Co
were on this site which
became world renowned
through the book by Helene Hanff

Fantasmi, alla fine sono sempre alla ricerca di fantasmi, siano essi luoghi o persone scomparse. Però i fantasmi vivono grazie alle storie. E quella dell’amicizia tra Helene Hanff e Frank Doel è un balsamo per la mia anima bibliofila1. Mi piace l’idea che persone e mondi geograficamente distanti e culturalmente diversi, si ritrovino uniti dall’amore per i libri e la letteratura.

84 Charing Cross Road: il libro di Helene Hanff

Se non fosse stato per il desiderio di dedicare quest’anno ai “libri sui libri” forse non mi sarei mai decisa a leggere 84 Charing Cross Road. Pensavo che aver visto il film2 mi bastasse. Oh, quanto mi sbagliavo!3

84 Charing Cross Road è la storia dell’amicizia tra la scrittrice statunitense Helene Hanff (1916-1997)4, e Frank Doel (1908-1968)5, libraio impiegato presso Marks & Co. Un’amicizia raccontata attraverso le lettere che per vent’anni fecero da ponte fra Londra e New York6, iniziata nell’autunno del 1949, con la richiesta da parte di Helene di alcuni libri introvabili a prezzi per lei accessibili7, e terminata con la scomparsa improvvisa di Frank nel 1968.

Charing Cross Road è una strada piuttosto trafficata.

Marks & Co era una rinomata libreria specializzata in titoli fuori catalogo, fondata8 da Ben Marks e Mark Cohen negli anni ’20 del secolo scorso. Helene la scoprì grazie a un annuncio sul Saturday Review of Literature.

La corrispondenza fra 14 East 95th St9 e 84 Charing cross road si trasformò presto in un rapporto che legò Helene anche a chi gravitava intorno a Frank: i colleghi e le colleghe di lavoro (come Cecily Farr, il cui vero nome era Daphne Carr, autrice della lettera di cui trovi uno stralcio qui sotto) e la sua famiglia10.

Dear Miss Hanff,
Please don’t let Frank know I’m writing this but every time I send you a bill I’ve been dying to slip in a little note and he might not think it quite proper of me. […] We all love your letters and try to imagine what you must be like. I’ve decided you’re young and very sophisticated and smart-looking. Old Mr Martin thinks you must be quite studious-looking in spite of your wonderful sense of humor. Why don’t you send us a snapshot? We should love to have it. […] Everyone was so grateful for the parcel. My little ones (girl five, boy for) were in Heaven — with the raisins and egg I was actually able to make them a cake! […]
With best wishes
Cecily Farr”

84 Charing Cross Road, helene hanff (lettera del 7 Aprile 1950)

Frank mise gradualmente da parte l’impostazione misurata e professionale delle prime lettere per aprirsi all’ironia e al calore di Helene, e scambiare con lei opinioni, aggiornamenti, brevi fatti di vita quotidiana, auguri e regali.

Di tanto in tanto Helene mandava pacchi con beni non facili da reperire sul mercato britannico nel Dopoguerra11 (come le uova di cui sopra, appunto), a causa di una serie di norme sul controllo dei prezzi e sul razionamento in vigore tra il 1939 e il 1955.

Helene e Frank non si incontrarono mai. Quando finalmente lei riuscì a visitare Londra, lui era già morto da qualche anno e la libreria aveva chiuso i battenti. Triste a pensarci, nevvero?

Il primo viaggio di Helene a Londra risale al 1971, per presentare 84 Charing Cross Road. Esperienza riportata sotto forma di diario in The Duchess of Bloomsbury Street, pubblicato nel 1973.12 Commovente il racconto della sua visita alle stanze ormai vuote di Marks & Co:

Charing Cross Road is a narrow, honky-tonk street, chocked with traffic, lined with second hands bokshops. The open stalls in front were piled with old books and magazines, here and there a peaceful soul was browsing in the misty rain.
We got out at 84. Deutsch’s had stuffed the empty window with copies of the book. Beyond the window the shop interior looked black and empty. Carmen went next door to Poole’s and got the key and let us into what had once been Marks & Co.
The two large rooms had been stripped bare. Even the heavy oak shelves had been ripped off the walls and were lying on the floor, dusty and abandoned. I went upstairs to another floor of empty, haunted rooms. The window letters which had spelled Marks & Co had been ripped off the window, a few of them were lying on the window sill, their white paint chipped and peeling.
I started back downstairs, my mind on the man, now dead, with whom I’d corresponded for so many years. Halfway down I put my hand on the oak railing and said to him silently:
‘How about this, Frankie? I finally made it.’

The Duchess of Bloomsbury Street, Helene Hanff

84 Charing Cross Road in TV, alla radio, a teatro e al cinema

Ho già accennato al noto film di David Jones con Anne Bancroft e Anthony Hopkins uscito nel 1987. Prima dell’arrivo al cinema, 84 Charing Cross Road era stato adattato per la TV, la radio e il teatro.

La televisione (BBC1) lo trasmise nel 1975; a teatro apparve nel 1981 sul palco del Salisbury Playhouse, con l’adattamento di James Roose-Evans13. Nel 1982 fu prodotto da Broadway. È stato riportato al Salisbury Playhouse nel 2015 e al Cambridge Arts Theatre nel 2018, per poi fare un tour del Regno Unito.

Quindi toccò alla radio: Virginia Browns adattò la storia per la BBC, che la trasmise su Radio 3 nel gennaio 1976. Nel 1992 andò in onda un adattamento di James Roose-Evans (ancora lui, quello del teatro), riproposto a Natale 2007 su BBC Radio 4.

Charing Cross Road, la strada delle librerie

Charing Cross Road porta da Trafalgar Square a St Giles Circus. Inaugurata nel 1887, nacque dall’ampliamento e dal risanamento edilizio di due strade: Crown Street e Castle Street14.

Dopo che nel 1906 i fratelli William and Gilbert Foyle vi trasferirono la loro libreria, Foyles, altre librerie fecero altrettanto15, trasformando Charing Cross Road in un punto di riferimento per persone appassionate di libri.

Nel corso degli anni parecchie hanno chiuso, proprio come Marks & Co. Io ne ho visitate quattro: Any Amount of books, Henry Pordes Books, Quinto 16 e l’immensa Foyles, che nel 2014 ha cambiato numero civico, passando dal 135 al 107.

Da Henry Pordes Books ho esitato a lungo davanti allo scaffale dedicato a viaggi ed esplorazioni, acquistando infine due libri molto “vintage” di Freya Stark. Da Any Amount of books o Quinto, non ricordo più dove, ne ho presi altri due di seconda mano, uno dei quali su un’altra viaggiatrice, Ida Pfeiffer. Da Foyles non ho comprato nulla: la sovrabbondanza, spesso, mi inebetisce17.

Risorse

A luglio 2023 la casa editrice Bordolibero ha pubblicato 84 Charing Cross Road, tradotto da Giuliana Schiavi. Ne sono davvero felice, perché quando diedi un’occhiata online mesi fa in cerca di un’edizione in italiano trovai solo copie di seconda mano non proprio economiche. Ci rimasi male e mi chiesi perché a un libro del genere fosse riservato un destino tanto crudele. (Ciao Bordolibero, potresti pubblicare in italiano anche The Duchess of Bloomsbury Street? Te ne sarei grata. Un caro saluto, Katy Poppins)

Ti lascio con tre video: nel primo puoi ascoltare e vedere la scrittrice insieme ad Anne Bancroft sul set del film di David Jones; nel secondo se ne parla perché è il titolo scelto per The Comfort Book Club di Miranda Mills, booktuber inglese che ho scoperto ad aprile cercando recensioni di libri pubblicati da Persephone Books; infine un approfondimento ben fatto su Helene Hanff.

E tu, hai letto questo libro e/o visitato (o vorresti visitare) Charing Cross Road? Fammi sapere nei commenti!

Credit: lettureinviaggio

  1. E, direi, anche un po’ anglofila.[]
  2. Tra l’altro questo è uno dei miei film coccola, da guardare e riguardare soprattutto in autunno.[]
  3. Ti consiglio di leggere prima il libro e poi guardare il film.[]
  4. Helene, originaria di Philadelphia, era una scrittrice e sceneggiatrice televisiva, che sognava il successo come autrice teatrale. Lavorava parecchio, ma era spesso in bolletta. Aveva una grande passione per la letteratura inglese. Non avendo potuto completare l’università si immerse nello studio dei suoi argomenti preferiti, autoistruendosi.[]
  5. Frank Percy Doel originario di Wallasey, nel Cheshire, si era traferito a Londra con la famiglia all’età di otto anni e aveva iniziato a lavorare presso la libreria Marks & Co quando era ancora molto giovane, imparando il mestiere sul campo. Era spesso in giro alla ricerca di libri per la libreria. Quello fu il suo primo e unico lavoro, dal quale si allontanò soltanto durante la II Guerra mondiale per prestare servizio militare in Medio Oriente.[]
  6. Lettere che però nel tempo si diradarono.[]
  7. I am a poor writer with an antiquarian taste in books and all the things I want are impossible to get over here except in very expensive rare editions […]”. Questa è la spiegazione che Helene usa per giustificare la sua richiesta a una libreria londinese. Ma dato il suo amore per la letteratura inglese e il sogno di visitare Londra ho pensato che la vera ragione fosse in realtà il desiderio di creare un ponte, “avvicinarsi”, attraverso i libri, a un luogo sognato.[]
  8. Originariamente la libreria stava nella vicina Old Compton street, poi si trasferì al civico 106-108 di Charing Cross Road e infine al civico 84, dove è rimasta fino alla fine.[]
  9. E successivamente, quando Helene cambiò casa, 305 East 72nd Street.[]
  10. La moglie Nora Morrison, sposata nel 1947 in seconde nozze e le figlie, Sheila e Mary.[]
  11. Calze di nylon, prosciutto, uva passa…[]
  12. Incluso nella mia edizione Sphere di 84 Charing Cross Road e di cui ti consiglio la lettura. Qui l’autrice racconta con l’ironia che la contraddistingue le sue (dis)avventure londinesi, la fitta agenda di impegni legati alla presentazione del libro, gli incontri, le riflessioni, i luoghi visitati nell’arco di un mese (un vero e proprio tour letterario), dal 17 giugno al 26 luglio 1971.[]
  13. L’opera fece poi il giro dei teatri britannici ricevendo recensioni positive.[]
  14. Delle quali segue l’andamento.[]
  15. In precedenza quelle già esistenti erano concentrate nell’area a sud. Ho letto tutto qui.[]
  16. Non ha più un negozio fisico, lavora solo online.[]
  17. Per riuscire a comprare qualcosa avrei dovuto passarci mezza giornata, senza fretta, da sola, di mattina e possibilmente dopo una buona dormita.[]

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2 commenti

Francesca 18/08/2023 - 11:57 am

Grazie per il bell’articolo. Vidi il film molto tempo fa e mi piacque moltissimo. Può aiutarmi? Helen, nel film, per giustificare il suo disprezzo per i romanzi, afferma qualcosa del tipo” Non mi hanno mai appassionato storie mai vissute di personaggi mai esistiti” . È così o mi confondo con un altro film?
Grazie ancora

Rispondi
Katy Poppins, seduta con in mano una tazza e un libro aperto davanti a lei
Caterina 26/08/2023 - 4:19 am

Ciao Francesca, non ricordo se lo dice nel film, ma lo scrive in una delle lettere, quella del 9 febbraio 1952. Quindi non ti sei confusa. Grazie per essere passata di qui 🙂

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