TEMPO DI LETTURA: 4 MINUTI

Io e Concentrazione abbiamo sempre avuto un problema: nonostante la cerchi, lei, il più delle volte, mi evita. Qual è la conseguenza principale di questa complicata relazione di coppia sulla mia vita da lettrice?

Semplice: che leggo senza distrarmi solo nella mia tana, preferibilmente a letto, oppure a casa dei miei, in Abruzzo, dove ho la possibilità di godermi il caminetto acceso in inverno e l’arioso terrazzo in estate.

Questo vale anche per lo studio. Durante gli anni dell’università avevo un rapporto assai turbolento con Concentrazione, e i miei tentativi di creare le condizioni ideali per sgobbare (al meglio) sui libri fallivano, spesso, miseramente.

Girl reading - Edmund C. Tarbell, 1909 (Museum of Fine Arts Boston) By E Tarbell | Wikimedia Commons

Da allora ho fatto passi da gigante grazie a un lavoro continuo su di me. Però, nonostante leggere sia un’attività piacevole, non mi riesce bene ovunque. Ho dei posti e degli orari preferiti per dedicarmi ai libri. E ci sono anche i giorni in cui, se ho altre priorità per la testa, di leggere non se ne parla.

Nella borsa di Katy Poppins un libro non manca mai. Le file interminabili, i viaggi in autobus, in metropolitana e l’attesa di qualcuno o qualcosa mi seccano di rado, perché so come passare il tempo (Illusa).

I posti dove “lasciate ogni speranza voi ch’entrate”

BAR — Anche quelli più tranquilli sono per me una fonte inesauribile di distrazioni. C’è da dire però che non li frequento molto, un po’ perché il caffè lo preferisco a casa, un po’ perché quando esco mi piace stare all’aperto. Se mi capita di passarci del tempo da sola, gli occhi vagano senza sosta tra il libro, il mondo fuori dalla finestra (siedo volentieri solo accanto alle finestre) e gli altri avventori di cui mi metto a immaginare le vite.

AUTOBUS/MACCHINA — Mi è tornato il mal di macchina/autobus (in forma lieve). Da bimba era più forte, poi è sparito per un po’. Ormai difficilmente riesco a leggere su un autobus urbano (o a usare il cellulare per più di cinque minuti consecutivi). In macchina non ci provo nemmeno, e devo evitare di muovermi o parlare troppo.

I posti dove “dai, ce la puoi fare (forse)”

PARCO — Quando il cielo è sereno e fa caldo (quasi mai), mi ritaglio del tempo per andare al parco e spaparanzarmi sull’erba; soprattutto ora che ho la vitamina D ai minimi storici. Sotto al sole però non riesco a leggere a lungo: o mi viene il mal di testa o mi distraggo o mi viene sonno. Leggo senza problemi solo all’ombra di un albero.

MARE — Sono nata e cresciuta in una cittadina di mare, poi ho vissuto in montagna, successivamente mi sono trasferita in un’altra cittadina di mare e ora abito in un luogo dove ho solo laghi a disposizione. Il mare non lo vedo da due anni; mi piace, ma non quello degli stabilimenti balneari e delle ore di punta. Nascosta tra file di ombrelloni colorati, nell’unico pezzo di spiaggia libera rimasto vicino casa mia, da ragazzina riuscivo a divorare libri senza curarmi del resto del mondo. Ora, alle stesse condizioni, non più.

BIBLIOTECALe biblioteche non sono sempre silenziose. La Jubilee Library di Brighton, per esempio, più che a una biblioteca somiglia a un mercato. Quelle troppo piccole, inoltre, mi mettono a disagio, perché anche i respiri sembrano rumorosi. Leggo in biblioteca se ho qualche ricerca da fare; in caso contrario, prendo un libro in prestito e torno a casa.

I posti dove “Venghino, signori, venghino!”

CAMERA/LETTO — Durante gli anni un po’ scoloriti di quella fase della vita apparentemente utile che si chiama adolescenza, il letto, per molti, è tutto. Ci fai sedere gli amici, ci mangi, ci sogni, ci studi, ci leggi, ci piangi, ci scrivi, ci ascolti musica; dal letto guardi il soffitto nei momenti in cui pensi troppo e male o l’anima ti si strugge per qualcuno.

Ovviamente crescendo ho ridimensionato questo rapporto un tempo simbiotico; leggere in camera è diventato un lusso che mi concedo la sera prima di addormentarmi e qualche volta la mattina nei giorni di festa. È strano pensare che in passato leggere a letto fosse considerato immorale.

SOGGIORNO/DIVANOÈ qui che leggo ogni mattina, quando la mia mente è calma e riesce a concentrarsi bene su una cosa alla volta. In quelle due ore faccio anche altro in realtà, dedicando del tempo a me stessa, in una sorta di rituale per iniziare la giornata.

TERRAZZO — Nella nuova casa non ho un balcone sufficientemente nascosto dalla vista dei passanti, del postino e dei vari corrieri che ogni giorno suonano citofoni a caso nel palazzo dove abito — il mio citofono in particolare, perché qualcuno deve aver detto loro che faccio la portiera (abito al piano terra) —, dove potermi sedere a leggere indisturbata. A casa dei miei, però, ho un bel terrazzo arioso con vista montagna e burrone e tanto verde e il cinguettio degli uccellini; d’estate è una goduria sedercisi a leggere (o a dormire).

TAVERNA/CAMINETTO — Prendete un piccolo paese di montagna nella stagione più fredda dell’anno, aggiungete un’accogliente taverna con un grande caminetto acceso, una tazza di tè e un libro: avrete un’idea delle mie abitudini di lettura quando vivevo con i miei genitori. Ho letto molto seduta davanti al caminetto della taverna, di sera o pomeriggio, con le guance rosse per il calore del fuoco e gli occhi incollati alle pagine.

TRENO — Non esiste viaggio in treno che non sia accompagnato da un buon libro. Il treno è il mio mezzo di locomozione preferito (oltre ai piedi). Quando è un’opzione ragionevole in termini di distanze geografiche, lo scelgo senza esitare. Non mi interessa arrivare da qualche parte in poco tempo o a prezzi stracciati se ho la possibilità di godermi un viaggio e inquinare meno.

Quali sono i tuoi posti preferiti per leggere?

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Allevatrice di unicorni e dirigente di una multinazionale di idee. Da grande vorrebbe diventare ambasciatrice di sorrisi e indossare solo abiti color turchese.