Quattro anni fa, il 20 marzo, ho riempito due valigie, ho chiuso una porta e mi sono messa in cammino. È stato il giorno più bello della mia vita: quello in cui ho sposato me stessa. Lunedì scorso, come da tradizione, ho festeggiato rinnovando la promessa di amore incondizionato, fedeltà e fiducia fatta alla donna che voglio diventare. Al settimo anno ce ne mancano ancora tre, ma la crisi non la temo.

Ognuno i matrimoni li organizza come vuole. Il mio è avvenuto su un volo Easyjet diretto a Brighton, con un libro di Terzani in mano e il groppo in gola. Dove stavo andando non c’era nessuno ad attendermi, ma io non mi sentivo sola. È facile riempire due valigie e dopo due ore di volo ritrovarsi in una nazione diversa dalla propria. Basta ripetersi: “perché mai dovrei aver paura? Cosa ho da perdere? Nel peggiore dei casi torno indietro da dove sono venuta; nel peggiore dei casi avrò fatto una vacanza un po’ più lunga del solito”.

A chi mi dice che ho avuto coraggio, io rispondo sempre che il coraggio nella vita serve per altre cose e che per quelle cose io il coraggio non ce l’ho. Inoltre è facile avere “coraggio” quando hai un passaporto che ti apre qualsiasi porta e sai che male che va puoi sempre tornare da mamma e papà.

Mi sono mossa con la scusa di imparare l’inglese, ma il vero motivo era un altro. Mi sono mossa per il bisogno naturale di esplorare, dentro e fuori di me. Quando sono partita non avevo un lavoro stabile, né una relazione per cui valesse la pena restare, né qualcuno di cui dovermi prendere cura. Avevo, e ho, un posto che chiamo Casa — la mia famiglia — e tanti cari amici. Da quell’esperienza, e negli anni successivi, ho imparato tante cose:

  1. Ho imparato ad ascoltare il mio lato animale, quello che fin da bambina mi ha tenuta lontana dai guai e guidato solo verso le persone che hanno sollevato il mio spirito invece di farlo cadere in basso o quelle che mi hanno ferita senza sapere che mi stavano aiutando a crescere
  2. Ho imparato a lasciar andare cose, persone, idee, convinzioni
  3. Ho imparato che il sorriso è la mia arma più potente
  4. Credo di aver capito cos’è la Magia, ma non riuscirò mai a spiegarla. Posso solo dire che, forse, per farla entrare nella propria vita sia necessario vivere nel presente con un cuore aperto e fiducioso
  5. Ho imparato a non avere paura dei cambiamenti
  6. Ho imparato ad adattarmi e a usare i mezzi che ho a disposizione
  7. Ho imparato a non dare niente per scontato, a ricordarmi ogni giorno che ciò che ho non ce l’avrò in eterno e che niente mi appartiene
  8. Ho imparato a stare da sola con me stessa e a non aver paura del silenzio
  9. Ho imparato a dire no a quello che non fa per me
  10. Ho imparato a eliminare le cose superflue e le cattive abitudini
  11. Ho imparato a godermi il sole quando c’è
  12. Sto imparando ad autodisciplinarmi (che fatica!)
  13. Sto imparando a far lavorare mente e cuore in modo equilibrato, a non credere a tutto quello che dice la mente, ma a ringraziarla quando mi aiuta a far di conto, a usare la logica, a leggere e a studiare, a ricordare volti, nomi, storie, a mettere insieme due pensieri su questo blog, a parlare un’altra lingua e a esortare il mio corpo a funzionare bene.

Queste, in sintesi e in ordine sparso, sono le cose più importanti apprese finora. Il che non vuol dire che a volte io non ricada nelle mie debolezze. La strada è lunga, forse infinita, ma con me affianco non ho paura. E non è che uno per capire certe cose debba necessariamente andarsene altrove; c’è chi riesce a farlo anche restando a casa. Come ho già detto, i matrimoni ognuno li celebra come vuole. Partire non è nelle corde di tutti, come restare non è nelle mie. C’è anche chi parte e non cambia di una virgola.

All’Inglese, a M., a N., a E., a M., a Michi&Sere, a tutti gli amici di Brighton, a chi ha lavorato con me, agli abitué del forno che hanno reso le mie giornate speciali, ai vicini di casa, al gatto Frank che veniva a trovarci un giorno sì e uno no: a tutti dico Grazie.

Cosa sto leggendo

Nel frattempo sto continuando, anche se a rilento, le mie letture. Al momento ho quattro libri tra le mani. Sto leggendo, e per ovvi motivi, Brighton Rock. Non ho ancora terminato To the lighthouse. L’idea di iniziare due romanzi al tempo stesso, e per giunta in inglese, è stata una pessima idea.

Bisognosa di riappropriarmi della mia lingua, ho iniziato Trama d’infanzia di Christa Wolf. Non contenta, per farmi del male e mettermi a dura prova, ho inaugurato un libro comprato due anni fa. Sono al secondo capitolo e lo sto adorando. Il titolo è Sapiens. A brief history of humankind di Yuval Noah Harari.

Letture a parte, ho pianificato nuovi itinerari letterari da fare a Berlino. In più, se tutto va bene, dovrei riuscire a visitare il la casa delle sorelle Brontë a Haworth. Un posto speciale merita Brighton. Visto che ci ho vissuto, in futuro dedicherò un post ai miei luoghi preferiti tra librerie, pub, negozi di dischi e sale da tè.

Il post è stato scritto da Miss Caotico Pasticcio sotto l’influsso di “The Kick inside” di Kate Bush. Miss Caotico Pasticcio è il mio alter ego creativo, selvaggio e ribelle. Oggi, in virtù di una particolare quadratura degli astri, Miss Precisione Certosina, la me razionale e un po’ maniaca del controllo (una rompiscatole insomma), le ha lasciato carta bianca occupandosi solo dei refusi. Su questo blog e in altri contesti della mia vita, le due signorine cercano, faticosamente, di lavorare assieme per fare un buon lavoro, nonostante domare Miss Caotico Pasticcio non sia per niente facile.

Credit: lettureinviaggio

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