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La storia delle esplorazioni sahariane è costellata di nomi maschili. Io, però, come sempre, voglio dare spazio alle donne, così oggi ti racconto di alcune viaggiatrici che hanno esplorato il Sahara tra ‘800 e ‘900. Fra quelle che in passato si sono spinte nel grande deserto ne ho selezionate cinque.

Alexandrine Tinné (1835-1869)

Alexandrine-Pieternella-Françoise Tinné (o Alexine) oltre a esplorare il Nilo, provò ad attraversare il Sahara. Nata in Olanda da un ricco mercante e da una baronessa, sviluppò fin da bambina l’interesse per i viaggi e per la fotografia. Viaggiò molto con i genitori e più tardi, in seguito alla morte del padre, continuò a farlo con la madre. Diventata la più ricca ereditiera d’Olanda, usò il denaro di cui disponeva anche per finanziare le sue spedizioni. Nel 1856, durante un soggiorno al Cairo, imparò l’arabo e l’anno successivo insieme alla madre risalì il Nilo fino a Khartum, ma arrivò solo fino alla seconda cataratta.

Tra il 1861 e il 1864 organizzò due spedizioni lungo il Nilo: la prima con l’obiettivo di mappare il fiume e scoprirne la fonte, la seconda con quello di lasciare un contributo al mondo. Quest’ultima, però, fu catastrofica. Diversi membri della spedizione morirono a causa di febbri e condizioni di vita estreme, comprese le persone a lei più care, tra cui la madre. Tornata al Cairo e schiacciata dai rimorsi, Alexandrine si ripromise di non tornare più in Olanda.

Durante il soggiorno in Algeria, scoprì l’esistenza dei Tuareg e decise di organizzare un’altra spedizione: stavolta nel Sahara. Partì da Algeri nel 1867 con una grossa carovana, ma a causa delle difficoltà dopo sei mesi di marcia tornò indietro. Ci riprovò nel 1869 con una carovana ancora più grande partita da Tripoli e diretta in Sudan. Purtroppo il 1 agosto dello stesso anno, lei e due marinai olandesi che la accompagnavano, furono uccisi da un gruppo di Tuareg. Il corpo della giovane esploratrice trentatreenne, lasciato per ore ad agonizzare, non fu mai trovato. 

Cosa ci hanno lasciato le spedizioni di Alexandrine? Molto: lettere e diari, preziose informazioni sulla geografia dei luoghi esplorati, sulla flora, sulla fauna, sugli usi e i costumi di alcune tribù sudanesi e sugli oggetti da loro prodotti. Buona parte di questo materiale è entrato a far parte delle collezioni di vari musei europei. Su Alexandrine Tinné ti consiglio l’articolo di Sara Mostaccio su Elle.

Helen Cameron Gordon (1867-1949)

Helen Cameron Gordon è stata una scrittrice di viaggi, la cui produzione letteraria, ascrivibile al periodo fra le due guerre, passò in secondo piano rispetto a quella maschile che monopolizzava il mercato editoriale britannico. Di lei non si sa molto, se non che nacque in Scozia, trascorse parte della sua infanzia in India e dopo il matrimonio con Sir Alison Russell, nel 1916, si trasferì prima a Cipro e poi in Africa. Viaggiò molto e diventò membro di diverse importanti istituzioni, come la Royal Geographic Society. Fra i numerosi libri pubblicati da Cameron Gordon ce n’è uno sulle sue avventure nel Sahara: A Woman in the Sahara (1914), il cui ultimo capitolo è dedicato alla figura di Isabelle Eberhardt.

Isabelle Eberhardt (1877–1904)

Di Isabelle Eberhardt ho già scritto tempo fa (qui trovi l’articolo). Lei e Freya Stark sono state le prime viaggiatrici di cui mi sono occupata per la rubrica Oltre i confini1. Nata a Ginevra nel 1877, Isabelle è stata una scrittrice, una giornalista e un’esploratrice famosa per aver vissuto in Nord Africa travestita da cavaliere arabo. Elesse il deserto a sua dimora e si convertì all’Islam abbracciando il sufismo, scrisse articoli e libri e fu accusata di essere una spia. Il suo stile di vita fuori dagli schemi le permise di fare esperienze impensabili per una donna del tempo. Morì a 27 anni in pieno deserto, a causa di un’inondazione.

Giovanissima, ho sentito che la terra esisteva e ho voluto conoscerne i luoghi lontani. Non ero fatta per continuare a girare in tondo, con paraocchi di seta. Non mi sono creata un ideale: sono partita alla scoperta. So bene che questo modo di vivere è pericoloso, ma il momento del pericolo è anche quello della speranza. […] Molte volte lungo le strade della mia vita errabonda, mi sono chiesta dove andassi e ho finito per capire, tra la gente del popolo e presso i nomadi, che risalivo alle fonti della vita, che compivo un viaggio nelle profondità dell’uomo.

Nel paese delle sabbie, isabelle eberhardt

Rosita Forbes (1890–1967)

Rosita Forbes è stata la prima donna non musulmana (e la seconda persona occidentale) a visitare l’oasi di Kufra in Libia2 e ha fatto parte della Royal Geographical Society. Approdata in Nord Africa insieme all’amica Armorel Meinertzhagen dopo numerosi viaggi in Asia, nel 1920 partì alla volta della misteriosa e affascinante oasi libica, dal 1895 principale centro dei senussi chiuso agli stranieri. Vestiva da donna araba ed era accompagnata da Ahmed Hassanein, esploratore e diplomatico egiziano, organizzatore della spedizione, il cui ruolo nel libro che Forbes pubblicò nel 1921, The Secret of the Sahara: Kufara, venne sminuito.

Grazie ai viaggi, alla scrittura e alle conferenze che tenne, guadagnò l’attenzione di un pubblico interessato alle sue avventure in giro per il mondo, ma gli incontri con Mussolini e una passeggiata con Hitler, che raccontò lei stessa, le rovinarono la reputazione. Si difese dalle critiche affermando di non aver mai appoggiato le loro posizioni, per poi ritirarsi alle Bahamas con il marito ed evitare ulteriori controversie. Morì alle Bermuda all’età di 77 anni.

Odette du Puigaudeau (1894–1991)

Etnologa e giornalista francese, Odette du Puigaudeau è famosa per le sue ricerche sui nomadi del Sahara occidentale. Nata a Saint Nazaire, da un pittore della scuola di Pont Aven e una ritrattista, fu educata a casa dai genitori. Nel 1920 si trasferì a Parigi per studiare oceanografia. Lavorò come designer, stilista e giornalista. Nella redazione del quotidiano Ève incontrò nel 1931 Marion Sénones, pseudonimo di Marcelle Borne-Kreutzberger, di cui si innamorò e con la quale organizzò la prima spedizione in Mauritania (1933-34), a cui seguirono altri due viaggi nel Sahara intrapresi tra il 1936 e il 1938 e tra il 1950 e il 1951.

Odette e Marion percorsero migliaia di chilometri a piedi e sui dromedari vestite da uomo con gli abiti tipici dei nomadi del deserto. Supportate finanziariamente da varie istituzioni francesi per il loro contributo alla ricerca etnografica e archeologica, le due donne pubblicarono il frutto delle loro esperienze in articoli e libri3. Odette finì con l’abbracciare la causa antifrancese in Mauritania, attirandosi l’ostilità sia dell’autorità francese sia di quella locale.

Trasferitesi a Rabat nel 1961, vissero insieme fino al 1977, anno della morte di Sénones. Odette lavorò prima come redattrice di programmi culturali per la radio e in seguito nel museo archeologico della città. Morì il giorno prima del suo novantottesimo compleanno. Gli archivi Puigaudeau furono donati alla Société de Géographie di Parigi e sono oggi conservati presso la biblioteca nazionale. Non è chiaro invece dove siano finiti i film che Odette avrebbe girato durante i suoi viaggi.


Questo articolo sulle viaggiatrici nel Sahara anticipa la Poppinsletter autunnale del 22 settembre. Cos’è la Poppinsletter? È la newsletter trimestrale di lettureinviaggio.it e arriva nella tua casella di posta a ogni cambio di stagione. Vuoi ricevere la prossima? Iscriviti ora.

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  1. I due articoli su Stark li ho archiviati tempo fa e non sono più visibili. Li sostituirò con un unico articolo più snello e interessante[]
  2. L’unico europeo a vedere Kufra prima di lei fu il tedesco Gerhard Rohlfs nel 1879.[]
  3. Dei nove libri pubblicati solo uno è stato tradotto in italiano: A piedi nudi attraverso la Mauritania.[]

Allevatrice di unicorni e dirigente di una multinazionale di idee. Da grande vorrebbe diventare ambasciatrice di sorrisi e indossare solo abiti color turchese.