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Sul versante moravo dei Carpazi Bianchi, la catena montuosa estesa fra Repubblica Ceca e Slovacchia, c’erano delle donne conosciute come le dee di Žítková*. 

Le dee di Žítková - Kateřina Tučková, L'eredità delle dee, il libro

Guaritrici e veggenti, custodi di un sapere antico tramandato per secoli di madre in figlia, curavano le ferite del corpo e quelle dell’anima usando erbe, incantesimi e nozioni di medicina popolare.

Su quelle montagne disseminate di piccoli centri abitati distanti fra loro, dove non era facile accedere alle cure di un medico e la popolazione era costituita prevalentemente da persone poco o per nulla istruite, le dee avevano una funzione molto importante, ma il comunismo, sentendosi minacciato da ciò che rappresentavano, pose fine alla loro esistenza, perseguitandole fino a cancellarne ogni traccia. 

La storia delle dee di Žítková ha fornito alla scrittrice ceca Kateřina Tučková lo spunto per L’eredità delle dee, un romanzo vincitore di diversi premi letterari, pubblicato in Italia nel 2017 da Keller editore. 

La protagonista è Dora Idesová, donna dalla storia familiare travagliata cresciuta all’ombra del comunismo, etnografa presso l’Accademia delle Scienze di Brno, ultima discendente delle dee di Žítková.

Da bambina, rimasta orfana di madre e con un padre in galera, si trasferisce dalla zia materna Surmena insieme al fratello Jacub, ma quando la zia viene rinchiusa in manicomio, è costretta ad andare in collegio e il fratello in un istituto per disabili. Molti anni dopo, nel corso delle sue ricerche sulle dee in qualità di etnografa, si imbatte in un dossier sulla zia Surmena.

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Inizia così un percorso a ritroso nella sua storia familiare. Cosa c’entrano i nazisti con le dee di Žítková? Perché Surmena viene rinchiusa in manicomio. È davvero pazza? E perché sua madre non le ha insegnato l’antica arte delle dee prima di morire?

L’eredità delle dee non si lascia incasellare in un genere specifico. Ribolle di Storia — i processi alle streghe, gli anni del nazismo e quelli del comunismo —, colpi di scena e misteri da svelare. Caratterizzato da continui salti dal presente al passato e viceversa, a renderlo originale è anche il modo in cui è stato concepito: l’autrice ha inserito nel testo le lettere e i rapporti ufficiali contenuti nei dossier consultati da Dora, documenti che imitano lo stile e il linguaggio di quelli realmente conservati negli archivi.

L’eredità delle dee è un romanzo solido, privo di fronzoli, preciso, onesto, crudele, triste, a volte disturbante, insolito; aspro con un retrogusto amaro; grigio con punte di verde, non il verde rassicurante dei prati a valle, ma quello segreto e minaccioso dei boschi sui declivi battuti dal vento e dalla pioggia; secco come il letto di un fiume che gradualmente si riempie d’acqua causando un’inondazione.

P.S. Non credo di aver mai pubblicato una recensione tanto corta (e a molti mesi di distanza dalla lettura del libro). Il motivo è presto detto: era destinata a Instagram e a Facebook, non al blog, ma quando ho provato a pubblicarla su Instagram, costui mi ha detto “Poppins, questo post è una palla al piede. Troppo lungo. O lo spezzi e ne inserisci una parte nei commenti o lo tagli.”. Poppins: “Tagliarlo? Ma come ci pensi? Dividerlo? Giammai!”. Così l’ho messo qui.

P.P.S. Ho aggiunto i Carpazi Bianchi alla lista dei posti da visitare un giorno.

Žítkovaniamente vostra
Katy Poppins

Risorse

Questo romanzo ha richiesto a Kateřina Tučková tre anni di lavoro e molte ricerche. Vi lascio due risorse utili per approfondire: il video sottostante e un’intervista in inglese all’autrice (articolo e audio) su Radio Prague International.

*Villaggio nel distretto di Uherské Hradiště