Home BlogBerlinalia Una stanza per Ada | Sharon Dodua Otoo

Una stanza per Ada è il primo romanzo dell’autrice britannica Sharon Dodua Otoo, che in tedesco aveva già scritto delle raccolte di racconti. Pubblicato in Germania nel 2021, con il titolo Adas Raum, è uscito in Italia l’anno seguente per NN Editore, tradotto da Fabio Cremonesi.

Chi è Ada? È una donna del XV secolo che vive sulle coste del Ghana e ha appena perso il proprio neonato; un’internata nel campo di concentramento di Mittelbau-Dora costretta a prostituirsi; un’aristocratica e matematica inglese nella Londra ottocentesca (Ada Lovelace, 1815-1852, unica figlia legittima di Lord Byron, passata alla storia come la prima programmatrice di computer); una donna britannica di origine ghanese incinta della sua prima figlia che nell’odierna Berlino cerca casa.

Copertina del libro Una stanza per Ada di NN Editore.
Una copia del libro presa in prestito in una delle mie biblioteche berlinesi preferite, la Pablo Neruda Bibliothek a Friedrichshain.

Sono quattro donne diverse ma rappresentano un’unica donna alla ricerca di una stanza tutta per sé (evidente il riferimento al noto libro di Virginia Woolf). In ogni epoca e in ogni luogo Ada si scontra con la violenza, la prevaricazione, l’oppressione. A legare queste esistenze è un braccialetto che non riesce a ricongiungersi con nessuna di loro.

Ada non ha voce e le sue vicende sono raccontate da uno spirito che si “incarna” di volta in volta in oggetti diversi (una scopa, una stanza, la maniglia di un portone, un passaporto britannico), con la speranza di evolvere nascendo in un corpo umano (per farlo, però, deve salvare il braccialetto). Negli intermezzi tra un’incarnazione e l’altra, compare anche Dio (ora sottoforma di brezza, ora di rotolacampo o uccello).

Grazie ai cicli ho imparato che molti esseri viventi hanno un rapporto difficile con il proprio passato o non ce l’hanno affatto. Io mi stupisco perché non riesco a immaginare niente di più bello che poter avere un giorno una propria storia.

Una stanza per Ada, Sharon Dodua Otoo

Ci ho messo un po’ a entrare nella storia senza perdermi fra i continui salti temporali e l’alternanza frequente del punto di vista. La narrazione è infusa di elementi magici e alimentata da soluzioni audaci, che la rendono forse un po’ caotica, ma al tempo stesso magnetica, sorprendente e talvolta esilarante (come negli intermezzi con Dio).

Come spiega Roberta Ylenia Tartaglia in un articolo sul blog di Tamu edizioni (che ti consiglio di leggere per comprendere meglio il romanzo e il contesto entro il quale viene concepito):

Siamo di fronte a un romanzo che sfugge alle categorie esistenti: è scritto da un’autrice migrante, con un linguaggio volutamente ibrido, da un punto di vista ben situato e mette al centro la necessità, ancora reale per alcune persone, di conquistare il proprio spazio all’interno della società. È dal testo stesso, nonché dalla bibliografia dell’autrice, che emerge il bisogno di un metodo di lettura critica alternativo, in grado di cogliere tutti gli elementi disseminati nel romanzo e porlo in diretto collegamento con il contesto all’interno del quale viene concepito.

Fare intersezionalità in letteratura, Roberta Ylenia Tartaglia

Con Ada a Berlino

Una delle quattro versioni di Ada è una giovane donna anglo-africana approdata a Berlino nel 2019 per motivi di studio. Durante la faticosa ricerca di un alloggio per sé e per la figlia che porta in grembo, si trova ad affrontare situazioni umilianti:

A Berlino, era raro che fuori dal suo mondo qualcuno le mostrasse considerazione. Troppo spesso il suo corpo la tradiva prima ancora che lei riuscisse ad aprire bocca. E ogni volta le costava un po’ di sforzo in più riuscire a sentire la ferita in gola. Ogni volta era un po’ più profonda, ma sempre nello stesso punto. E a un certo momento ne ebbe abbastanza. Liberarsi dalle situazioni umilianti non era sottomissione da parte di Ada. Era resistenza.

Una stanza per Ada, Sharon Dodua Otoo

Otoo affronta il tema del razzismo strutturale dall’interno, attraverso lo sguardo di Ada, e lo colloca in un ambito in cui emerge con particolare evidenza: il complesso mercato immobiliare berlinese, dove per un corpo che “tradisce” prima ancora di aprire bocca muoversi diventa un percorso a ostacoli. Le discriminazioni feriscono Ada sempre nello stesso punto, la gola, finché decide di sottrarsi a quelle situazioni umilianti, non per sottomissione, ma come atto di resistenza quotidiana.

L’autrice

Sharon Dodua Otoo è un’autrice e attivista anglo-ghanese, cresciuta a Londra da genitori emigrati in Inghilterra dal Ghana negli anni ’70. Nel 2016 ha vinto il premio Ingeborg Bachmann. Vive a Berlino dal 2006. È co-creatrice del festival Resonanzen. Questo è il suo sito web. La trovi anche su YouTube e Bluesky.

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