Sono appena tornata dall’Iran. Ho viaggiato con una compagnia aerea chiamata Persepolis (che, a pensarci bene, si addice più a una nave), guidata dal capitano Marjane Satrapi. Durante il volo ho provato: rabbia, nostalgia, tristezza, amore, solitudine, ansia, vergogna, insicurezza, paura, confusione e, infine, speranza.

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Dirigente di una multinazionale di sogni, attualmente impegnata nella loro realizzazione. Da grande vorrebbe diventare ambasciatrice di sorrisi e indossare solo abiti color turchese.