A dicembre 2020 ho inaugurato una newsletter che invio a ogni cambio di stagione. L’ho chiamata Poppinsletter, perché da quando ho aperto questo blog firmo (quasi) ogni post con il nome del mio “unicornoso” alter ego Katy Poppins.

Solitamente ogni edizione della Poppinsletter si ispira a un romanzo che mi è piaciuto e che mi/ti offre lo spunto per visitare virtualmente il luogo in cui è ambientato, grazie a curiosità, approfondimenti e link utili.

Tra le varie sezioni che la compongono ce n’è una chiamata “Vetrina”, una selezione di libri non ancora letti, pubblicati nei tre mesi precedenti all’invio della newsletter1 e finiti nella mia wishlist. Si tratta di saggi e romanzi in pieno gusto Letture in Viaggio.

L’altro giorno mi sono chiesta: ma alla fine quanti ne ho letti? Ti ripropongo l’elenco dei titoli scelti di stagione in stagione, sia per fare il punto della situazione sia per condividerli anche con chi non legge la newsletter. Spero possano esserti d’ispirazione.

I libri in vetrina della newsletter numero 0 (inverno 2020)

Collage di copertine di alcuni dei libri in vetrina della newsletter numero 0 (inverno 2020)

1. Shooting in Sarajevo, Luigi Ottani, Roberta Biagiarelli, testi AA.VV., Bottega Errante Edizioni, pp. 112 — I luoghi di Sarajevo, dove 25 anni fa sparavano i cecchini, fotografati oggi. Qui un articolo di balcanicaucaso.

2. Il grande racconto del favoloso Oriente, Attilio Brilli, Il Mulino, pp. 480 — L’Oriente, quell’altrove favoloso costruito da uomini e donne che tra ‘700 e ‘900 lo hanno visto e vissuto.

3. Le incredibili avventure delle piante viaggiatrici, Katia Astafieff, Add Editore, pp. 208 — Viaggiare in modo alternativo attraverso storie di piante che raccontano di esploratori e scoperte in giro per il globo.

4. Perché Istanbul ricordi, Ahmet Ümit, Ronzani Editore, pp. 560 — Un giallo a base di omicidi rituali ambientato a Istanbul.

5. Zuleika apre gli occhi, Guzel’ Jachina, Salani, pp. 504 — Il romanzo storico pluripremiato di una scrittrice esordiente, ambientato in Russia negli anni ’30. 

6. Il collezionista di mondi, Ilija Trojanow, EDT, pp. 480 — La biografia di un grande esploratore, orientalista e traduttore di cui ho accennato anche nel mio articolo su Jane Digby: Richard Francis Burton. 

7. Una donna nella notte polare, Christiane Ritter, Keller Editore, pp. 304 — Il memoir di una donna che negli anni ’30 si trasferisce sull’isola artica di Spitsbergen e che dopo le prime difficoltà se ne innamora. 

8. Red Sands, Caroline Eden, Quadrille Publishing Ltd, pp. 320 — L’Asia centrale raccontata attraverso il cibo. Ecco tre ricette tratte dal libro.

9. Storia di un figlio. Andata e ritorno, Fabio Geda/Enaiatollah Akbari, Baldini+Castoldi, pp. 192 — La storia vera di Enaiatollah Akbari (protagonista anche di Nel mare ci sono i coccodrilli) e di cosa è successo dopo il viaggio che lo ha portato dall’Afghanistan a Torino. Qui l’autore e il protagonista parlano del libro.

10. Me’med, la bandana rossa e il fiocco di neve, Semezdin Mehmedinović, Bottega Errante Edizioni, pp. 216 — Me’med, musulmano bosniaco emigrato negli Stati Uniti, alle soglie della vittoria di Trump si mette in viaggio con il figlio per i deserti americani. Un romanzo sulla memoria, sull’amore, sulla solitudine, sulla malattia e sull’esilio.

11. Seattle. La città, la musica, le storie, Valeria Sgarella, Odoya, pp. 224 — Guida sentimentale alla città di Seattle (ho un debole per il grunge, si capisce). Ascolta l’intervista all’autrice.

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Solo Il grande racconto del favoloso Oriente è entrato nella mia libreria. Lo sto leggendo in questi giorni e trovo sia davvero ben fatto. Me lo ha regalato L’Inglese — Colui che Amorevolmente mi Sopporta — a Natale 2020, perché sapeva che lo desideravo tanto. La guida su Seattle di Odoya, invece, l’ho acquistata per un’amica.

Il grande racconto del favolso oriente

I libri in vetrina della newsletter numero 1 (primavera 2021)

Collage di copertine di alcuni dei libri in vetrina della newsletter numero 1 (primavera 2021)

12. Toya, Ashraf Al-Ashmawy, traduzione di Elisabetta Bartuli e Giacomo Longhi, Brioschi Editore, pp. 28 — Yussef è un giovane medico egiziano indeciso su quale direzione dare alla sua vita. Un incontro speciale lo porta a lavorare a Nairobi, dove si innamora di Toya, una donna della tribù dei Kikuyu, e scopre i traffici loschi di una rete criminale internazionale.

13. Soldato tartaruga, Melinda Nadj Abonji, traduzione di Roberta Gado, Keller Editore, pp. 193 — Mi sono avvicinata a questa autrice con il Book Club Fronti e Frontiere ideato da Fritha e We are local nomads. Zoltán Kertész vive una vita semplice al confine tra Serbia e Ungheria. Quando scoppia la guerra in Jugoslavia, i militari lo arruolano a forza nell’Armata popolare. Ma lui non è fatto per quel mondo.

14. La nostra Siria grande come il mondo, Mohamed Hamadi e Shady Hamadi, Add editore, pp. 160  — Un racconto a due voci, quelle di un padre e di un figlio legati dalla stessa terra, la Siria, che se per Mohamed è stata un luogo da cui fuggire, per Shadi, nato e cresciuto in Italia, è invece il posto dove cercare le proprie radici.

15. Il giorno del giudizio, Rasha Al-Amir, traduzione di Arianna Tondi, La nave di Teseo, pp. 384 — Il protagonista di questo romanzo ambientato in un imprecisato mondo arabo è un Imam che, minacciato di morte e incarcerato, si rifugia nei ricordi e racconta dell’amore per la donna che gli ha cambiato la vita.

16. Le mattine al caffè Rostand, Ismail Kadaré, traduzione di Liljana Cuka Maksuti, La nave di Teseo, pp. 3o4 — L’atmosfera letteraria parigina e il mitico Café Rostand evocati dai racconti dello scrittore albanese Ismail Kadaré.

17. Il crogiolo americano, Robin Blackburn, traduzione di Luigi Giacone, Einaudi, pp. 680 — Un saggio sulla schiavitù in occidente, che per più di tre secoli ha alimentato il capitalismo, ma dal quale allo stesso tempo, secondo l’autore, hanno tratto forza gli ideali politici e sociali di uguaglianza e libertà del mondo contemporaneo.

18. Il dio che danza. Viaggi, trance, trasformazioni, Paolo Pecere, Nottetempo, pp. 340 — I viaggi dell’autore sulle tracce di un fenomeno antico: la trance da possessione indotta dalla danza e dalla musica. Dal tarantismo in Puglia all’India Meridionale, dal pensiero scivaita del Pakistan al vodu del Brasile.

19. La saga di Vigdis, Sigrid Undset, traduzione di Margherita Podestà Heir, Utopia Editore, pp. 176 — Scandinavia medievale: la giovane Vigdis si innamora di Ljot, un marinaio islandese. Lui abusa di lei, che in quanto vittima di una violenza è considerata colpevole ed esposta al pubblico ludibrio. Una storia di amore, odio e vendetta raccontata dalla scrittrice norvegese Sigrid Undset (1882-1949).

20. Sotto la pioggia, Pitchaya Sudbanthad, traduzione di Silvia Castoldi, Fazi, pp. 382 — Un romanzo d’esordio in cui l’autore ritrae una Bangkok inedita e mutevole, dove si intrecciano volti, voci, storie e ricordi.

21. La cicala di Belgrado, Marina Lalovic, illustrazioni di Elisabetta Damiani, pp. 184 — L’anima di Belgrado svelata dall’autrice, che lasciata la sua città poco prima della caduta di Milošević, la riscopre in compagnia della sua amica d’infanzia.

I libri in vetrina della newsletter numero 2 (estate 2021)

Collage di copertine di alcuni dei libri in vetrina della newsletter numero 2 (estate 2021)

22. Le intruse, Frances Larson, traduzione di Claudia Durastanti, UTET, pp. 329 — Katherine Routledge, Winifred Blackman, Barbara Freire-Marreco, Beatrice Blackwood e Maria Czaplicka: cinque antropologhe che agli inizi del Novecento, tra difficoltà e scetticismo, partono per terre sconosciute con l’obiettivo di studiare culture primitive (grazie a Stefania Spiga per la segnalazione).

23. Il grande azzurro, Ayesha Harruna Attah, traduzione di Francesca Conte, illustrato da Vendi Vernić, pp. 320 — Due gemelle separate dai mercanti di schiavi e lontane dalla famiglia troveranno il modo di far fiorire la propria personalità e si ricongiungeranno solo quando potranno guardarsi come persone intere.

24. Prigione n°5, di Zehra Doğan, Becco Giallo, pp. 128 — Si può finire in prigione per un disegno? Sì. È accaduto a Zehra Doğan, attivista, giornalista e artista curda condannata per incitazione al terrorismo e rinchiusa nella prigione numero 5 di Diyarbakir, nella Turchia orientale. I disegni che compongono questo graphic memoir sono stati fatti da Zehra con materiali improvvisati durante gli oltre 1000 giorni di carcere.

25. Topografia, Sylvie Richterová, traduzione di Caterina Graziadei, Rina (Roma), pp. 200 — Pubblicato a Praga nel 1981 clandestinamente sfuggendo alla censura del regime, uscì in Italia nel 1986 per i tipi di e/o. È un libro sulla memoria e sull’esilio, che racconta strade, città e persone. Qui puoi ascoltare l’autrice.

26. Il randagio e altri racconti, Sadeq Hedayat, traduzione di Anna Vanzan, Carbonio Editore, pp. 160 — Nove storie sull’umanità che anima le strade di Teheran scritte da un autore considerato il padre della letteratura persiana moderna.

27. Streghe, Brenda Lozano, traduzione di Giulia Zavagna, Alter Ego edizioni, pp. 256 — La giornalista Zoé va a Città del Messico per indagare sulla morte di Paloma, uccisa perché muxe. Conosce così Feliciana, notissima guaritrice messicana, che ha appreso le arti curative da Paloma. Un romanzo sull’identità femminile, sulle tradizioni, sulla guarigione e sulla violenza.

Altri libri che ho menzionato inserendo solo i link sono: I gatti perduti di Homs di Eva Nour, Un uomo inutile di Sait Faik Abasıyanık, Panorama di Dušan Šarotar, Solenoide di Mircea Cǎrtǎrescu, La guerra di Nina di Imma Vitelli, L’abito bianco di Nathalie Legér e Il re ombra di Maaza Mengiste. 

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Finora ho letto soltanto Le intruse, che ti consiglio se vuoi saperne di più sulle antropologhe raccontate da Frances Larson. Prima o poi gli dedicherò un post, qui o sui miei canali social.

Le intruse, copertina del libro

I libri in vetrina della newsletter numero 3  (autunno 2021)

Collage di copertine di alcuni dei libri in vetrina della newsletter numero 3  (autunno 2021)

28. Credere allo spirito selvaggio, Nastassja Martin, traduzione di Marina Karam, Bompiani, pp. 128 — La disavventura con un orso che le distrugge metà del volto durante una missione antropologica tra i vulcani gelati della Kamtchatka, nell’Estremo Oriente Russo, offre a Nastassja Martin l’occasione per riflettere sui confini della nostra identità e sul futuro del pianeta muovendosi tra psicoanalisi, sciamanesimo e antropologia. 

29. Attraverso spazi aperti, Barry Lopez, traduzione di Sara Reggiani, Black Coffee, pp. 204 — Un viaggio che parte dal Colorado e arriva in Alaska per indagare il rapporto tra individuo e paesaggio. 

30. Rumelia. Viaggi nella Grecia del Nord, Patrick Leigh Fermor, traduzione di Daniele V. Filippi, Adelphi, pp. 291 — La Rumelia è una parte di Grecia che va dal Bosforo all’Adriatico e dalla Macedonia al golfo di Corinto. L’autore la visitò negli anni ‘50. Dai un’occhiata alla recensione di Tino Mantarro su Touringclub.

40. Quaderno dei fari, Jazmina Barrera, traduzione di Federica Niola, La Nuova Frontiera, pp. 128 — Una raccolta di ricordi, riflessioni, curiosità e spunti letterari sui fari, a metà strada tra saggio e memoir.

41. Africana. Raccontare il continente al di là degli stereotipi, Chiara Piaggio e Igiaba Scego, traduttori vari, Feltrinelli, pp. 224 — Un’antologia per scoprire le tante Afriche dentro l’Africa, un continente che si racconta in prima persona attraverso le voci di autori noti ed emergenti.

42. Le Impazienti, Djaïli Amadou, Solferino, pp. 224 — Di questo libro ambientato in Camerun ti lascio direttamente l’articolo di Sara Mostaccio su Elle.

43. Le stazioni della luna, Ubah Cristina Ali Farah, 66tha2nd, pp. 208 — Le vicende di Ebla e Clara nella Mogadiscio degli anni ’50. La recensione di Magma Magazine.

44. La ladra di parole, Abi Daré, Casa Editrice Nord, pp. 368 — Adunni è una ragazza nigeriana che vuole diventare maestra e insegnare alle bambine l’importanza dell’istruzione. 

45. Allah 99, Hassan Blasim, Utopia Editore, pp. 304 — Le interviste del protagonista, il blogger iracheno Hassan, alle vittime del terrorismo, dell’emigrazione clandestina e della guerra civile.

46. Quello che non c’è. Quindici storie vere, Mariusz Szczygieł, traduzione di Marzena Borejczuk, Nottetempo, pp. 256 — Storie vere dal sapore onirico, che affrontano i temi della mancanza, dell’assenza, della perdita, della memoria e dell’inesorabilità del tempo.

47. Papyrus, Irene Vallejo, traduzione di Monica R. Bedana, Bompiani, pp. 576 — Un viaggio nel tempo e nello spazio con un libro sui libri dove la vicenda autobiografica dell’autrice “si intreccia a evocazioni letterarie e storie antiche“. 

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Di tutti questi libri ho letto Quaderno dei fari, che ha ispirato l’argomento della newsletter di dicembre 2021.

Quaderno dei fari, copertina del libro

I libri in vetrina della newsletter numero 4  (inverno 2021)

Collage di copertine di alcuni dei libri in vetrina della newsletter numero 4 (inverno 2021)

48. La magica Kolyma, Andrej Usačëv, illustrazioni di Igor’ Olejnikov, Valentina Edizioni, 118 pp. — Una raccolta di storie fantastiche, con cui esplorare l’anima russa e uno dei suoi territori più inaccessibili (dai 7 anni in su).

50. Segreti di famiglia, Ivana Sojat, traduzione di Valentina Marconi, Voland, pp. 400 — Un racconto che ci porta a Osijek, in Croazia, per rivivere i cambiamenti e le turbolenze del xx secolo attraverso i nonni e i bisnonni di Katarina, la protagonista del romanzo.

51. Il figlio della fortuna, Tsushima Yūko, traduzione di Maria Teresa Orsi, pp. 208, Safarà Editore — La prima traduzione italiana del romanzo è di Giunti e risale al 1991. L’autrice, figlia dello scrittore Osama Dazai, racconta la vicenda di Kōko, madre single e insegnante di pianoforte le cui scelte di vita vengono spesso criticate da chi le sta intorno e la vorrebbe conformista, docile e influenzabile. La scoperta di una gravidanza inattesa è l’inizio di un viaggio che la porterà a riaffermare la sua libertà.

52. La vita in alto. Una stagione sull’Himalaya, Erika Fatland, traduzione di Sara Culeddu e Alessandra Scali, Marsilio, pp. 688 — L’autrice, già nota per La frontiera e Sovietistan, questa volta ci porta sull’Himalaya attraversando Cina, Pakistan, India, Bhutan, Nepal e Tibet.

53. Yusuf di Kuyucak, Sabahattin Ali, traduzione di Fulvio Bertuccelli e Tina Maraucci, Casa Editrice Altano, pp. 286 — Un classico della letteratura turca. Racconta la vicenda dell’orfano Yusuf, che persi i genitori viene adottato da un’altra famiglia, nella quale non si sente pienamente a proprio agio.

54. Nostalgie della terra, Mauro Tetti, Italo Svevo, pp. 208 — Una Sardegna ricca di storie e leggende, dove ogni isola è una tappa alla ricerca di un tesoro misterioso.

55.  L’anima delle città, Jan Brokken,  Iperborea, pp. 352 — Ho amato Anime baltiche e apprezzato Bagliori a San Pietroburgo, quindi vorrei leggere anche questo viaggio nel tempo e nello spazio, alla ricerca di strade, case, paesaggi e persone che hanno ispirato l’arte di grandi donne e grandi uomini del ‘900.

56. Dalla via Emilia a San Pietroburgo, Tiziano Bisi, Quodlibet, pp. 384 — Il racconto di un viaggio dalla via Emilia a San Pietroburgo con i mezzi più avventurosi. L’amore per la letteratura russa e per un mondo lontano.

57. Le stelle si spengono all’alba, Richard Wagamese, traduzione di Nazzareno Mataldi, La Nuova Frontiera,  pp. 256 —  Un padre e un figlio che si ritrovano e un percorso alla scoperta delle proprie radici tra i nativi del Canada.

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Yusuf di Kuyucak, copertina del libro

Per ora ho solo Yusuf di Kuyucak, che inizierò a breve. Dei 57 libri proposti in “Vetrina”, come vedi, quelli già letti sono davvero pochi, perché sto cercando di smaltire i titoli che occupano la mia libreria da almeno due anni prima di comprarne altri. Se c’è una cosa che non sopporto è l’accumulo. Hai già letto (o ascoltato in versione audio) qualcuno di questi libri? Ti aspetto nei commenti.

Ti auguro un anno di letture supercalifragilistichespiralidose,
Katy Poppins

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  1. A eccezione dell’edizione numero 0, che propone alcuni libri pubblicati durante tutto il 2020[]

Allevatrice di unicorni e dirigente di una multinazionale di idee. Da grande vorrebbe diventare ambasciatrice di sorrisi e indossare solo abiti color turchese.