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Se ne sta lì, tranquilla e tenace, all’angolo tra Janskerkhof e Minrebroederstraat, forte dei suoi 154 anni. È la libreria indipendente più vecchia di Utrecht: Boekhandel Bijleveld.

Fondata nel 1865 da Jacobus Bijleveld (1832-1901), si trova nel distretto universitario, al centro della città. L’ingresso, caratterizzato da una facciata gialla un po’ classicheggiante, si apre su piazza Janskerkhof, nota per il tradizionale mercato di piante e fiori del sabato; un’area che nel medioevo era delimitata da mura e godeva dell’immunità ecclesiastica.

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Secoli fa, più o meno al posto dell’edificio che ospita la libreria, c’era il tempio della Confraternita dei pellegrini di Gerusalemme, distrutto nel 1581, quando Utrecht abbracciò la Riforma protestante. La pavimentazione del marciapiede sul retro ne ricorda la posizione.

La libreria di Jacobus Bijleveld era – e lo è ancora oggi – anche una casa editrice. Nel ‘900 pubblicò le opere di autori come Jean-Paul Sartre, Simone de Beauvoir, Erich Fromm, Simone Weil e di altri nomi noti, inclusa la prima traduzione di Niente di nuovo sul fronte occidentale di Remarque.

Alla morte del fondatore, nel 1901, l’attività passò in mano alle figlie, Hendrika e Anna, e prese il nome di “Erven J. Bijleveld”. Nel 1912 fu poi rilevata da Jacobus Bommeljé e Willem Jan Lubbers. Bommeljé, loro assistente già da tempo, ne guidò le sorti fino agli anni ‘60. Insieme al socio, oltre ai libri, iniziò a produrre con discreto successo anche mappamondi.

Libreria e casa editrice sopravvissero a due guerre mondiali – in particolare all’occupazione tedesca del ‘40, quando i nazisti ne confiscarono gran parte dell’inventario –, e dopo il ‘45 rifiorirono.

Il negozio fu ampliato grazie all’acquisizione di due locali sulla Minrebroederstraat, e Lubbers si dimise cedendo il posto alla figlia più grande di Bommeljé, Maria (Rie), che già durante la guerra aveva iniziato a lavorare in libreria. Negli anni Sessanta, il fratello di Maria, Johan (Joost), prese le redini dell’attività, dedicandosi in particolare alla casa editrice.

Bastiaan Bommeljé, che ha seguito le orme del padre, la porta avanti dal 1990 e si occupa della produzione editoriale, mentre la gestione della libreria è affidata da quasi trent’anni a Marina van Hoek.

Nel 2005 è stata completamente rinnovata, mantenendone però alcuni elementi caratteristici (l’ingresso e gli scaffali di legno, per esempio). A quattro anni di distanza dai festeggiamenti per il 150° anniversario, il Boekhandel Bijleveld continua a essere un punto di riferimento per gli abitanti di Utrecht.

Oggi, dietro quelle accattivanti vetrine riparate da eleganti cappottine rosse sulle quali campeggia chiaro e misurato il nome Boekhandel Bijleveld, non troverete l’ultimo bestseller, ma classici e libri su vari argomenti, tra cui l’arte, la letteratura, le scienze sociali, la teologia e la storia

Libri in olandese e in inglese, come ai tempi di Virginia Woolf. Che c’entra la famosa scrittrice con Bijleveld? C’entra perché i coniugi Woolf la visitarono nel 1935, durante un breve soggiorno a Utrecht presso l’Hotel des Pays Bas, oggi Hotel NH Centre Utrecht, situato a pochi passi dalla libreria.

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Il Boekhandel Bijleveld lo trovate qui: Janskerkhof 7, Utrecht. Se per caso l’avete visitato o lo visitereste, battete un colpo lasciando un commento.

P.S. Curiosità: libro in olandese si dice Boek; in tedesco: (das) Buch [e in basso tedesco, una lingua oggi quasi estinta, Book, come in inglese). Wikipedia docet!

Librosamente vostra
Katy Poppins