Biblioteca Vasconcelos

Credit: ProtoplasmaKid [CC BY-SA 3.0], via Wikimedia Commons

Se dico Patagonia cosa vi viene in mente? Bruce Chatwin? Bene. No, non sto per parlarvi di un must della letteratura di viaggio da leggere. Sarebbe troppo semplice. Vi faccio un’altra domanda: cosa ha in comune Chatwin con un libro sulla bibliofilia?

Molto, visto che l’idea per il libro in questione è nata durante una vacanza nella Terra del Fuoco e la vita avventurosa di Chatwin ha offerto all’autore un interessante spunto di riflessione:

le passioni vere della vita nascono sempre nell’adolescenza; quando si va a frugare nelle biografie di uno di quei fortunati che è riuscito a far coincidere la vita con la sua passione, si scopre quasi sempre che la sua vocazione era presente fin dall’inizio, più che decifrabile. In Patagonia riesce solo a chi è nato con il DNA del viaggiatore-esploratore. Lo scaffale infinito. Storie di uomini pazzi per i libri - Andrea Kerbaker

Storie di uomini pazzi per i libri

Lo scaffale infinito. Storie di uomini pazzi per i libri: copertina

Credit: lettureinviaggio | Lo scaffale infinito. Storie di uomini pazzi per i libri, copertina

Lo scaffale infinito. Storie di uomini pazzi per i libri, pubblicato da Ponte alle Grazie nel 2013, è la risposta di Andrea Kerbaker a questa riflessione; il racconto di un viaggio alla scoperta di uomini e donne che con la loro passione per i libri hanno, come disse Marguerite Yourcenar, costruito “granai pubblici”, “riserve contro l’inverno dello spirito“.

Un libro sogna. Il libro è l’unico oggetto inanimato che possa avere sogni. (Ennio Flaiano) Condividi il Tweet

Professore, scrittore e collaboratore del Corriere della Sera e del Sole 24 Ore, Kerbaker colleziona libri da quando aveva 15 anni; ne ha circa 20.000. Date un’occhiata all’intervista fatta all’autore da Ho un libro in testa.

Gli “staffettisti”

Iniziando con Petrarca e concludendo con Umberto Eco, Kerbaker illustra personaggi come Thomas Bodley, Hernando Colon, Samuel Pepys, Andrew Carnegie, i Maudits, Borges, e li chiama staffettisti.

Perché “staffettisti”? Perché questo viaggio, che ha portato l’autore in giro per il mondo nei luoghi delle storie raccontate, si presenta come una staffettacon i diversi collezionisti che si passano il testimone, nel tempo, in modo che la causa del libro sia sempre difesa”.

Tra le donne troviamo solo Madame de Pompadour e Caterina II di Russia, perché “fino al Settecento non sono esistite donne primarie collezioniste, né di libri, né di altro“.

Un libro ben scelto ti salva da qualsiasi cosa, persino da te stesso. (Daniel Pennac) Condividi il Tweet

La prima, nata a Parigi nel 1721, aveva una biblioteca di 3500 volumi che alla sua morte, nel 1764, andò all’asta; ad accompagnare quei libri al loro non proprio fortunato destino c’era un catalogo molto preciso, le cui copie sono oggi difficili da trovare, ma di grande aiuto per capire quali erano i generi preferiti di Madame de Pompadour.

La zarina, invece, accumulava libri attraverso l’acquisizione di intere collezioni. Aveva iniziato con quella di Diderot. Al letterato, afflitto da problemi economici, offrì la possibilità di continuare a usufruirne fino alla morte e ricevere un vitalizio in cambio dell’aggiornamento dei libri. Una parte consistente dei circa 7.000 volumi raccolti da Caterina II era dedicata ai filosofi di quel periodo, in particolare a Voltaire.

Il testimone di questa staffetta non segue “percorsi consolidati”, specie quando dietro alle biblioteche più che una passione genuina per i libri e il desiderio di condividerli c’è la mano del potere guidata da ragioni di prestigio. E a volte, lungo il percorso, si ferma: si ferma durante gli incendi di Londra (1666), Parigi (1794) e Mosca (1812) e si ferma durante il nazismo, con i roghi dei libri.

Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente, senza fine. (Virginia Woolf) Condividi il Tweet

Lo scaffale infinito. Storie di uomini pazzi per i libri è scorrevole, a tratti divertente e adatto a chi, come me, soffre di librite; l’autore illustra personaggi e fatti storici alternando informazioni, aneddoti e passaggi in cui racconta qualcosa di sé per introdurre o arricchire le storie trattate. Alla fine del libro c’è anche una bibliografia dedicata ai più curiosi.

Una riflessione a margine

Parlando di Bruce Chatwin (1940-1989) e del suo leggere le storie dei grandi esploratori già da adolescente, Kerbaker mi ha fatto riflettere su una cosa a cui penso spesso anch’io, che esula dall’argomento del libro per entrare in un reame diverso e mi incuriosisce non poco:

Le passioni vere della vita nascono sempre nell’adolescenza. Lo scaffale infinito. Storie di uomini pazzi per i libri - Andrea Kerbaker

Credo sia vero. E credo che anche l’infanzia possa fornire degli indizi da non sottovalutare. Io, per esempio, so che la me del qui e ora — quella che comunica scrivendo e vive i cambiamenti geografici con l’entusiasmo di una bambina — stava rannicchiata nell’idea adolescenziale di diventare archeologa.

Dietro a quell’idea, però, non c’era la vocazione all’archeologia, quanto il desiderio di ciò che associo a questa professione: viaggi, scoperte, studio, divulgazione [parole che tradotte in termini cateriniani suonano più o meno così: “viva i traslochi, lo studio delle lingue, incontrare persone da tutto il mondo, scrivere”].

E voi invece? Raccontatemi delle vostre passioni. Quali sono? Quando le avete scoperte? Coincidono con il vostro lavoro?

Post scritto sotto l’influsso di Jazz & Conversation Suite Vol 1

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Caterina
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Caterina

Dirigente di una multinazionale di sogni, attualmente impegnata nella loro realizzazione. Da grande vorrebbe diventare ambasciatrice di sorrisi e indossare solo abiti color turchese.

Su Instagram e Twitter è @katyonabc
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