Il mio fido aiutante Trilly è orgoglioso di presentarvi l'autobiografia di Freya Stark in tre volumi

Quando mi sono imbattuta nell’autobiografia di Freya Stark1 non riuscivo a credere a quello che avevo fra le mani: tre volumi stampati nei primi anni ‘50, di cui uno senza sovraccoperta.

Quest’ultimo, Traveller’s prelude, non stava insieme agli altri due, esposti al piano terra sotto lo sguardo amichevole del libraio, ma era silenziosamente acquattato al piano superiore, nascosto in mezzo ad altre autobiografie.

I tre libri, pubblicati dall’editore John Murray, coprono un arco di tempo che va dal 1893 al 1939. Traveller’s prelude, dal quale ha avuto inizio il mio viaggio alla scoperta di Freya Stark, arriva fino al 1927.

Scritto a Cipro su richiesta di Sidney Cockerell, curatore e collezionista inglese a cui è dedicato, si legge quasi come fosse un romanzo. Contiene anche fotografie d’epoca e alla fine di ogni capitolo delle lettere inviate o ricevute dall’autrice; c’è un breve diario tenuto durante il primo conflitto mondiale, un “documento genuino della guerra nel 1914”.

I have brought this record up to my departure for the East, and the rest you know. The opening out of the world, the enchantment of that journey, you can imagine. Nothing could spoil it, not the shadow of my father’s illness, not my own body which racked me with pains for days every week through that winter. I had made up my mind that I would rather die than go on living as an invalid. [...] I feel now that everyone of these last fifteen years has been worth five years of ordinary life -- so that would give me a long span even if I were to die to-morrow… Traveller's Prelude - Freya Stark

Freya Stark è famosa per i suoi viaggi in Medio OrienteSi occupò di cartografia, archeologia e durante la seconda guerra mondiale lavorò per il governo britannico. Morì ad Asolo all’età di 100 anni. Quando lasciò l’Europa per la prima volta, diretta a Beirut, ne aveva trentaquattro. Come fu la sua vita fino a quel momento?

Radici in Inghilterra, vita in Italia

Nata settimina a Parigi, in Rue Denfert Rochereau, il 31 gennaio 1893, Freya Madeleine Stark iniziò a viaggiare che non aveva ancora un anno. I genitori, Flora e Robert Stark, cugini di primo grado, erano dei pittori dallo stile di vita molto dinamico. Ebbero altri due figli: un maschietto morto prematuramente e Vera, di un anno più piccola di Freya.

I primi ricordi di Freya sono legati ad Asolo, una cittadina in provincia di Treviso dove gli Stark trascorsero circa un anno e mezzo, per poi andare a Genova, dove abitava la nonna materna, e tornare in Inghilterra, nel Devonshire.

Le bambine nel frattempo erano state affidate alle cure di una governante tedesca, in seguito sostituita da una italiana. Non ricevettero mai un’educazione formale. All’età di tre anni Freya parlava tedesco e italiano e a cinque era già fluente in tedesco e in inglese.

Il padre aveva fatto costruire una casa nella campagna del Dartmoor. Robert si stava allontanando dalla pittura per indossare le vesti del gentiluomo di campagna. Flora, invece, non si sentiva a suo agio in quell’ambiente così isolato e tranquillo, preferendo luoghi vivaci e stimolanti.

Gli spostamenti continui furono dolorosi per Freya; se da un lato la predisposero ai viaggi dall’altro rafforzarono in lei il bisogno di una casa.

I realised how spiritual is the life of the home inside one - F. Stark Condividi il Tweet

Nel 1901 trascorsero l’inverno ad Asolo. All’epoca, nella cittadina trevigiana c’era una piccola comunità di inglesi, tra i quali il pittore Herbert Young, amico dei genitori e figura di riferimento per Freya e Vera.

Con l’arrivo dell’estate si spostarono a Belluno per un po’. Qui incontrarono il conte Mario di Roascio, futuro marito di Vera. Sul finire della stagione si fermarono a Le Touquet, prima di proseguire per Torquay e passare l’inverno a casa della nonna paterna.

Freya aveva dieci anni e amava leggere. Grazie a un libro di ballate regalatole dal padre iniziò a interessarsi di poesia. Purtroppo, però, la parte migliore della sua infanzia era giunta al termine:

The best of our child life was now over, and I was never to have a real feeling of a home again until we settled in Asolo 24 years later. Traveller's Prelude - Freya Stark

Nel 1903 genitori di Freya si separarono. Le bambine raggiunsero la madre a Dronero, in Piemonte, dove viveva Mario, il quale convinse Flora a portare avanti insieme a lui una malmessa fabbrica di tappeti chiamata Laboratorio di San Giuseppe, gestita precedentemente dal parroco.

Flora investì una parte del soldi di Robert nell’impresa, causando un’ulteriore frattura con il marito, che nel frattempo era tornato a vivere in Inghilterra in maniera stabile. La coppia si riconciliò anni dopo, nel 1911, alla vigilia della partenza di Robert per il Canada.

Flora lavorò alacremente per il bene della fabbrica, ma la sua abnegazione nei confronti del lavoro e del conte crearono nel lungo periodo tensioni familiari e accrebbero enormemente l’influenza di Mario sulle loro vite.

Risk is the salt and sugar of life - F. Stark Condividi il Tweet

Gli anni spesi a Dronero, per niente facili, furono segnati dalla povertà e da un grave incidente. Un giorno, durante una visita alla nuova fabbrica di tappeti, i lunghi capelli sciolti di Freya finirono accidentalmente in un macchinario.

Nel tentativo di salvarle la vita, Mario la prese per i piedi, tirandola a sé. Freya si salvò, ma perse un orecchio, parte dello scalpo e del sopracciglio. Aveva 13 anni.

Venne ricoverata a Torino, dove un giovane chirurgo provò su di lei una tecnica all’avanguardia che consisteva nel prendere porzioni di pelle dalle cosce per ricostruire le parti danneggiate. La degenza durò mesi. Dopo l’incidente Freya prese l’abitudine di nascondere le cicatrici con acconciature particolari e cappellini.

L’adolescenza di Freya fu caratterizzata da una silenziosa crescita culturale. Mario riteneva che l’educazione scolastica non fosse importante e offrì alla ragazza un lavoro in fabbrica, che lei accettò.

I had a hunger for learning which seemed to come entirely of itself. Traveller's Prelude - Freya Stark

Ma Freya amava imparare, leggere e scrivere. La sua grande curiosità era un carburante interno straordinario e sopperì da sé alla mancanza di un’educazione formale studiando le cose che più le piacevano: la storia, le lingue, la letteratura. Ricordando il risentimento di Vera nei confronti della madre per non averle fatte studiare, Freya scrisse:

For myself, I am grateful now for this emptiness of our youth, and especially for the habit of solitude, which is too hard later to acquire, and is to the spirit what a private room is to the mind, giving it space to grow. But unlike my sister I was gregarious by nature, and needed no encouragement. Traveller's Prelude - Freya Stark

Nonostante il lavoro in fabbrica e gli obblighi casalinghi, trovava il tempo per leggere libri in francese, inglese e italiano, studiare il latino da autodidatta e prendere, insieme alla sorella, lezioni di francese presso il vicino convento del Sacro Cuore.

A 16 anni, dopo aver rifiutato la proposta di matrimonio di Mario, che successivamente sposò Vera, e aver chiesto invano al padre il denaro per andare all’università di Grenoble, si iscrisse a un corso per corrispondenza e iniziò a studiare algebra e grammatica inglese.

Tra il 1912 e il 1914 visse per lo più a Londra, ospite dell’amica Viva, e frequentò un corso di storia al Bedford College.

I began by studying for an English literature degree, but then switched over to history because I found that the first meant too much reading about people, while for history I spent my time with the sources themselves. Traveller's Prelude - Freya Stark

Tra i suoi professori c’era W.P. Ker, conosciuto tempo addietro a casa di Viva, che diventò per lei un padrino acquisito e un grande amico. Da lui imparò tutto quello che sapeva sulla letteratura inglese e con lui realizzò la prima di numerose arrampicate in montagna.

Freya amava le montagne e con il tempo si era appassionata all’arrampicata sportiva. Nel 1923, dopo la morte improvvisa di W.P. Ker, scalò il Cervino in suo ricordo.

La grande guerra

La deflagrazione della prima guerra mondiale sconvolse i piani di tante vite, compresa quella di Freya, che non si laureò, ma frequentò un corso per diventare infermiera all’ospedale S. Orsola di Bologna.

A Bologna conobbe il batteriologo Guido Ruata, che la chiese in moglie. Tuttavia Freya contrasse il tifo e il lungo periodo di degenza ritardò il lieto evento così come il ritorno al suo ruolo di infermiera.

Quando si fu sufficientemente ripresa, e dopo che il matrimonio era stato rimandato dallo stesso Guido per altre ragioni, questi ruppe il fidanzamento tramite lettera e senza alcuna spiegazione, lasciando Freya addolorata e spaesata. In seguito si scoprì che c’era di mezzo un vecchio amore di Guido.

Per aiutarla a superare il dolore, Viva la invitò a stare da lei a Londra. Era il 1916. Nella vibrante capitale inglese, Freya trovò lavoro come censore grazie alla sua conoscenza delle lingue e dopo alcuni mesi iniziò un corso da infermiera VAD nell’ospedale di Highgate.

Ritratto di Freya Stark a 12 anni

L’esperienza precedente in un ospedale italiano le valse la possibilità di essere mandata a Udine e operare vicino al fronte. Finita la guerra, terminò anche il suo lavoro di infermiera.

Il padre, tornato dal Canada per una breve visita, decise di acquistarle una casa sulla riviera ligure. Freya sapeva che il vero motivo dell’infelicità di Vera non era il matrimonio con Mario, ma la presenza della madre in casa e che l’unico modo per aiutarla era quello di portare via Flora da lì.

Acquistarono una casa con del terreno intorno — soprannominata L’Arma —  a La Mortola, nel comune di Ventimiglia. Le due donne pian piano la resero vivibile e Freya iniziò a interessarsi di orticoltura.

Furono anni segnati dalla fatica del lavoro in campagna, dalle ristrettezze economiche, dalle preoccupazioni e da una causa legale contro Mario per riavere i soldi che spettavano di diritto alla madre, ma che lui le aveva sempre negato.

Freya si ripromise allora che avrebbe cercato di raggiungere un reddito sufficiente per sistemare la madre e andarsene via senza doversi preoccupare mai più del denaro.

Con il cuore rivolto a est

Nel 1921 cominciò a studiare l’arabo a San Remo con l’aiuto di un frate cappuccino. Questo nuovo interesse la portò spesso a Londra, dove prese lezioni private di arabo alla School of Oriental Studies e diede due esami, uno nel ‘22 e l’altro nel ‘23.

What actually started me I cannot remember, not how I discovered an old white-bearded Capuchin to give me lessons in San Remo. W.P. was pained at my choice and would have preferred icelandic: but I thought that the most interesting things in the world were likely to happen in the neighbourhood of oil.

Traveller's Prelude - Freya Stark

Nel 1924 si ammalò nuovamente. Le venne diagnosticata un’ulcera, che dovette operare ad Aosta, rischiando ancora una volta la vita. La lunga convalescenza trascorsa tra Asolo e S.Vito, sulle Dolomiti, non fu sufficiente. La malattia si riacutizzò.

In quegli anni passò molto tempo a letto e l’unica consolazione furono i libri e lo studio dell’arabo:

I studied arabic with the hope that at some time it might lead me out of the endless Martha lane into some sort of fairyland of my own. But it was such a fragile hope, and so dear to me, that I never mentioned it to anyone.
Traveller's Prelude - Freya Stark

Nel 1926 la sorella si ammalò e morì. La morte di Vera fu un altro grande dolore per Freya. Pensò di prendersi cura dei nipoti, ma poi capì che Mario era troppo geloso di loro per lasciarla fare.

Quello stesso anno Herbert Young propose a Freya di diventare sua erede, lasciandole la casa di Asolo, “Villa Freya”. Nel frattempo aveva raggiunto il reddito desiderato, anche grazie ad alcuni investimenti azzeccati.

Finalmente era libera di realizzare i suoi sogni. Tutto ciò che voleva era imparare la lingua araba nei luoghi in cui veniva parlata e non sentirsi un’invalida a vita.

Il 18 novembre 1927, nonostante non si fosse ancora del tutto ripresa dalla malattia, si imbarcò da sola sul Lloyd Triestino diretta a Beirut. Con sé aveva una lettera scritta per lei da Sir Thomas Arnold indirizzata al Dr. Manasseh in Libano.

La storia continua nel secondo volume della sua autobiografia: Beyond Euphrates, pubblicato nel 1951.

Impressioni

Mi sono lasciata coinvolgere così tanto dalla vita di Freya Stark che non vedo l’ora di leggere gli altri due libri. Il mondo da lei descritto è lontano nel tempo, ma estremamente vivido.

Traveller’s prelude è un racconto meraviglioso ricco di umanità, poesia, aneddoti e riflessioni e mi ha ricordato una cosa importante: niente è impossibile, se hai coraggio.

I have often wondered what share my two parents have in me. To disentangle the threads of circumstance and heredity seems to me more fascinating than any mystery of fiction. I think I am a normal person, a meeting ground for my parents’ extremes, for they were both extraordinary in their way. Traveller's Prelude - Freya Stark

1Non credo esista una traduzione italiana di questi tre volumi. Almeno così mi è sembrato di capire facendo una ricerca in rete. 

Immagine: lettureinviaggio

Post scritto sotto l’influsso delle musiche di Anoushka Shankar

Caterina
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Caterina

Dirigente di una multinazionale di sogni, attualmente impegnata nella loro realizzazione. Da grande vorrebbe diventare ambasciatrice di sorrisi e indossare solo abiti color turchese.

Su Instagram e Twitter è @katyonabc
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