Biancaneve e i sette nani, illustrazione di Franz Jüttner

Credit: Franz Jüttner, via Wikimedia Commons

Non è vero che a tutti i bambini piacciono le fiabe. Io, per esempio, non le trovavo molto interessanti. I principi e le principesse mi annoiavano, Barbablù mi spaventava e del padre di Hänsel e Gretel non avevo una buona opinione; in fin dei conti, per me le fiabe erano più una fonte d’ansia che di piacere.

Le cose, però, sono cambiate. Ora che sono (una bimba) grande, oltre a mangiare volentieri tutte le cose verdi che da piccola ero costretta a ingoiare con la promessa che sarei diventata forte e sana, ho un rito: ovunque vado compro un libro di fiabe. Credo sia un bel modo per conoscere un popolo e immergersi nell’atmosfera di un luogo.

I bambini non ricorderanno se la casa era lustra e pulita, ma se leggevi loro le favole. (B. Hinman) Condividi il Tweet

Ho iniziato a Praga l’anno scorso con un libro di fiabe ceche e continuato ad Hay-on-Wye con un volumetto di fiabe gallesi pubblicato nel 1929S’Nellie’s Welsh Fairy Tales —, scritto da Eleanor Boniface e illustrato da Wynona Garfitt2

Le fiabe di S’Nellie

In S’Nellie’s Welsh Fairy Tales Boniface ha raccolto le storie che la sua tata Marry, soprannominata S’Nellie, le raccontava da bambina. Utilizzando un inglese un po’ sgrammaticato misto a parole gallesi,  l’autrice ha cercato di aderire il più possibile al modo in cui venivano narrate.

S'Nellie's Welsh Fairy Tales di Eleanor Boniface: copertina

Credit: lettureinviaggio | S’Nellie’s Welsh Fairy Tales di Eleanor Boniface, copertina

Quando ho iniziato a leggerlo, credevo si trattasse di una semplice raccolta di fiabe, ma mi sbagliavo. E il titolo del libro ne è una conferma: i racconti al suo interno contengono l’universo di S’Nellie e gli elementi fiabeschi si intrecciano ad aneddoti sulla sua famiglia, alle credenze popolari e ai pregiudizi del mondo di cui è parte, a una salda fede religiosa e a una vena di patriottismo.

Sembra quasi di vederla S’Nellie, seduta davanti al caminetto nelle fredde giornate invernali o sulla riva di un fiume in estate, intenta a nutrire l’immaginazione della piccola Eleanor di personaggi fantastici e luoghi misteriosi.

S’Nellie è la protagonista del libro, colei che racconta ed è a sua volta raccontata. Assunta inizialmente come governante di casa diventa poi tata, guida e guardiana di Eleanor, e lascia il lavoro dopo circa 9 anni per convolare a nozze.

A seguire c’è Nain, nonna di S’Nellie, un’agile e vecchia signora che vive col marito in una piccola fattoria chiamata Pant yr Onen: è lei la fucina di storie da cui provengono i racconti di S’Nellie.

Le favole dicono ai bambini che i draghi possono essere sconfitti. (Chesterton) Condividi il Tweet

Compare anche uno zio, uncle Robert, che da fervente difensore della fede calvinista qual è consiglia alla bimba di leggere Rhys Lewis1, proclama con passione “It is coming, coming, a free future for Wales!” ed è in rotta con il fratello — canonico della chiesa gallese anglicana — per divergenza di vedute.

Un avo della tata è il protagonista di Holy Bells, la storia di una fede vacillante rinsaldata sulle montagne di Snowdonia dal suono di una campana che esorta il protagonista a seguire la sua vocazione.

Altre raccolte di fiabe del Galles

Il libro di Boniface mi ha spinta a cercare e a confrontare le storie di S’Nellie — che in totale sono 22 — con quelle di altre raccolte:

La raccolta di Jenkyn Thomas contiene all’incirca un’ottantina di storie, alcune delle quali presenti anche in quella di Boniface, ma con delle variazioni; quella di Emerson, famoso fotografo e scrittore, raccoglie le fiabe raccontate all’autore durante il suo soggiorno ad Anglesey tra il 1891 e il 1892.

I luoghi delle fiabe di S’Nellie

Quando non posso viaggiare realmente per qualche motivo, penso ai prossimi posti da visitare e leggo libri a tema. Dato che in alcune storie di S’Nellie ci sono riferimenti a luoghi reali situati nel nord del Paese, mi sono divertita a tracciare una sorta di itinerario di viaggio in Galles.

Itinerario che, magari con qualche aggiustamento, mi sono messa in testa di fare appena ne avrò la possibilità. Il risultato ve lo mostro in uno dei prossimi post.

Ora tocca a voi. Vi piacevano le fiabe da piccoli? Le leggete ancora? Di quali avete un bel ricordo e quali invece vi spaventavano? (Non fatemi sentire l’unica portatrice insana d’ansia, ditemi che certe fiabe ne mettevano tanta anche a voi).

1. Rhys Lewis è un’opera di Daniel Owen, uno dei più importanti scrittori gallesi del XIX secolo. Il romanzo, pubblicato nel 1885, ha come tema dominante quello della religione all’interno della società gallese nella seconda metà dell’Ottocento e dei rapidi cambiamenti a cui è sottoposta.

2. Di autrice e illustratrice, purtroppo, non sono riuscita a reperire alcuna informazione.

Questo post è stato scritto sotto l’effetto delle musiche di Ceredwen (mi serviva un po’ di atmosfera celtica).

Caterina
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Caterina

Dirigente di una multinazionale di sogni, attualmente impegnata nella loro realizzazione. Da grande vorrebbe diventare ambasciatrice di sorrisi e indossare solo abiti color turchese.

Su Instagram e Twitter è @katyonabc
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