Dick Turpin: il bandito inglese

L’ho comprato l’anno scorso a Hay-on-Wye, in una libreria per bambini, senza sapere cosa stessi acquistando né chi fosse Dick Turpin. Qualche giorno fa, decisa a cercare informazioni sul libro, ho scoperto che il suo protagonista è realmente esistito ed è il bandito più famoso d’Inghilterra.

Bold Turpin: il libro

Il libro è stato pubblicato nel 1903 da Longmans, Green and Co, casa editrice londinese fondata nel 1724, e ha 38 pagine. Illustrato da un certo L.D.L., contiene il testo di una canzone scritta da Charles Dickens per The Pickwick Papers (1836) e intonata da Sam Weller, uno dei personaggi del romanzo.

Dick Turpin: il bandito inglese

Le due strofe raccontano di un misfatto compiuto da Turpin ai danni di un vescovo: l’assalto alla sua diligenza avvenuto a Hounslow Heath. Il testo della canzone è riportato per intero in una delle prime pagine e viene illustrato nelle seguenti.

Bold Turpin vunce, on Hounslow Heath,
His bold mare Bess bestrode-er,
Ven there he see’d the Bishop’s coach
A-comin’ along the road-er.
So he gallops close to the ’orse’s legs,
And the Bishop says, “Sure as eggs is eggs,
This here’s the bold Turpin!”
Bold Turpin

Chi era Dick Turpin

Si racconta che con il suo cavallo Black Bess abbia percorso trecento chilometri in meno di ventiquattro ore. Il record è vero, ma non fu lui a stabilirlo.

Il merito è di un altro fuorilegge inglese, John Nevison soprannominato “Swift Nick”, che nel 1676, in seguito a una rapina, per crearsi un alibi, cavalcò da Londra a York a una velocità straordinaria. E ci riuscì, diventando un eroe popolare.

Dick Turpin: il bandito inglese

Richard Turpin nacque in Essex nel 1705. Dove, di preciso, non si sa. Forse Hempstead oppure Thackstead. Figlio di un macellaio/oste, John Turpin, non era molto intenzionato a seguire le orme del padre.

Dopo alcuni goffi tentativi di rubare bestiame e diventare contrabbandiere, intraprese una lucrosa carriera criminale insieme alla “banda di Gregory”, con la quale assaltava case, negozi e fattorie, terrorizzando i malcapitati.

Turpin fu responsabile di torture, violenze sessuali e pestaggi. Sulla sua testa e sugli altri membri della banda pendevano cospicue taglie. I loro reati facevano regolarmente notizia sui quotidiani.

Molti di loro nel 1735 erano già stati catturati, mentre Turpin era riuscito a farla franca, e quando incontrò il famoso bandito “Captain” Tom King si mise a lavorare con lui.

Dick Turpin: il bandito inglese

Tom King, però, a differenza di Turpin, seguiva un codice d’onore; non torturava i malcapitati e non rubava indiscriminatamente chiunque gli capitasse a tiro.

Nel 1737 Turpin commise il suo primo omicidio: quello di un guardiacaccia che era sulle sue tracce. Come finì la collaborazione tra i due banditi? Male. Turpin si appropriò di un cavallo non suo; il proprietario diffuse dei volantini nei pub londinesi che descrivevano l’animale e denunciavano Turpin del furto; il cavallo fu rintracciato nei pressi di un pub a Whitechapel e quando King andò a recuperarlo venne arrestato.

Appostato nelle vicinanze, Turpin uscì cavalcando verso i poliziotti che trattenevano King e sparò, colpendo quest’ultimo. King morì dopo qualche giorno, ma fece in tempo a fornire le informazioni necessarie per la cattura del compagno, che fuggì in Yorkshire.

Si stabilì nella cittadina di Brough con una nuova identità: John Palmer, un ex macellaio originario del Lincolnshire che si manteneva grazie al commercio di cavalli. Nel Lincolnshire, in realtà, i cavalli li andava a rubare

Dick Turpin: il bandito inglese

Visse così, finché un giorno, tornando da un’improduttiva battuta di caccia, non sparò a un gallo. Un uomo, John Robinson, il cui padrone era proprietario dell’animale ucciso, aveva visto la scena e sfidò Turpin, che a sua volta lo minacciò di morte. Il comportamento di Palmer convinse Robinson a rivolgersi alle autorità.

Queste, insospettite, cominciarono a indagare su di lui per capire quali fossero i suoi mezzi di sostentamento. A poco a poco, le attività illecite di John Palmer vennero a galla (le autorità del Lincolnshire già lo conoscevano). Tuttavia l’accusa di aver rubato cavalli, crimine per il quale in Inghilterra si rischiava la pena di morte, non era avvallata da solide prove.

In custodia nel castello di York, Turpin scrisse una lettera al cognato affinché fornisse delle referenze a favore di John Palmer. Il cognato, per ragioni non del tutto chiare, si rifiutò di pagare le spese postali e la lettera, non aperta, tornò indietro all’ufficio postale di Saffron Walden in Essex, il cui direttore era James Smith, colui che aveva insegnato a Turpin, vent’anni prima, i rudimenti dell’alfabeto e della scrittura.

Dick Turpin: il bandito inglese

Smith riconobbe (ma non è certo) la calligrafia di Turpin sulla busta, anche se firmata con un nome diverso. Pagò le spese di spedizione e portò la lettera dal magistrato. Si recò quindi a York per l’identificazione del bandito e incassò il ricco premio della taglia. La pena capitale per Turpin era ormai cosa certa.

Il giorno in cui morì esibì un comportamento mai avuto prima: galante, noncurante, quasi eroico. Andò incontro al suo destino con indosso un vestito nuovo; aveva anche pagato delle persone perché ne piangessero la morte. Fu lui stesso a spostare la scala per accelerare i tempi dell’impiccagione. Era il 19 aprile 1739 e Turpin aveva poco più di trent’anni.

Turpin, eroe popolare

I banditi diventavano spesso eroi popolari, anche perché non erano tutti come Turpin. Alcuni, nonostante i reati, erano dei veri e propri gentiluomini. E poi di solito rubavano ai ricchi, guadagnando la simpatia del popolo.

Anche Turpin col tempo s’è trasformato in un eroe popolare, non per le buone maniere o per il fascino di cui era privo, ma grazie al best seller di William Harrison Ainsworth pubblicato nel 1834: Rookwood.

Dick Turpin: il bandito inglese

Nel libro di Ainsworth, Dick Turpin è un personaggio secondario, ha un cavallo nero, Black Bess, e veste i panni di un bandito gentiluomo. Negli anni successivi all’uscita del romanzo la storia di Turpin comparve su giornali, in ballate e romanzi, ottenendo fama internazionale.

A quel punto, però, la fantasia aveva già sostituito la realtà, e del vero Turpin si erano perse le tracce. Tra il 1979 e il 1982, la televisione britannica mandò in onda una serie di 31 episodi intitolata Dick Turpin.

James Sharpe nel libro Dick Turpin: The Myth of the English, Highwaymen (2004) ha studiato la vita del bandito più famoso d’Inghilterra per ripulire il personaggio da tutte le successive sovrapposizioni di colore che l’hanno reso un eroe.

Luoghi inglesi legati a Dick Turpin

I luoghi legati a Turpin sono numerosi. Prima di rifugiarsi nello Yorkshire, comunque, il suo campo d’azione fu soprattutto l’Essex e le campagne intorno a Londra. Citerò quelli, secondo me, più significativi:

Hounslow Heath

Hounslow Heath, menzionata nel libro, è oggi una riserva naturale bagnata dal fiume Crane e amministrata dal borgo di Hounslow, un quartiere a ovest di Londra.

In passato era molto più estesa e ha avuto un ruolo importante. Per Hounslow Heath passavano strade che collegavano Londra alla parte occidentale e sud-occidentale del Regno Unito.

Tra il XVII e il XVIII divenne uno dei luoghi più pericolosi d’Inghilterra, perché infestato dai banditi che depredavano le carrozze dei facoltosi viaggiatori diretti a ovest o nella capitale.

Great North Road

La vecchia Great North Road univa Londra alla Scozia e toccava York. Al suo posto oggi c’è la moderna A1 che corre parallela al vecchio tracciato.

Su un’arteria tanto importante le diligenze di passaggio erano molte. E, di conseguenza, anche i banditi. Uno di questi era proprio Turpin. Great North Road è legata a Turpin anche per la straordinaria cavalcata fino a York, a lui erroneamente attribuita.

Molte delle locande che si trovavano lungo il percorso esistono ancora, ma non sono visibili dalla A1. Alcune di esse assicurano di aver fornito a Turpin un pasto durante la sua leggendaria cavalcata.

Epping Forest

Epping Forest unisce Londra alle campagne dell’Essex. Nascosti all’interno di una caverna, Turpin e King, depredavano chiunque passasse lì vicino. Nella foresta di Epping Turpin uccise il taglialegna che lo aveva stanato.

Brough

Brough è una cittadina dello Yorkshire di circa 7.000 abitanti. The Ferry Inn è il luogo dove Turpin visse come John Palmer e fu infine arrestato.

York

Turpin spese i suoi ultimi giorni chiuso nel castello di York. La sua esecuzione avvenne all’ippodromo cittadino, dove era stato eretto il patibolo. I suoi resti si troverebbero presso la chiesa di San Giorgio.

Musica maestro!

Nel primo video potete ascoltare la canzone contenuta nel libro Bold Turpin; nel secondo, invece, quella dei Genesis The battle of Epping Forest, tratta dall’album Selling England by The Pound (1973). Non c’entra con Turpin, anche se parla di una lotta fra gang alla periferia di Londra. L’ho inserita per via del collegamento con Epping Forest e perché mi piace.

E ora a noi

Che storia! Insomma, mi è sembrato di capire che Turpin forse avrebbe potuto anche salvarsi se fosse stato più accorto e meno impulsivo. La sua vita, l’epilogo e la fortuna postuma sembrano uscite dalla trama di un romanzo. Ora tocca a voi: conoscete Turpin? e altri banditi (inglesi e non)? Avete mai fatto dei tour guidati sulla tracce di qualche famoso fuorilegge del passato?

Photo Credit: lettureinviaggio

Fonti:
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Britannia

Caterina
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Dirigente di una multinazionale di sogni, attualmente impegnata nella loro realizzazione. Da grande vorrebbe diventare ambasciatrice di sorrisi e indossare solo abiti color turchese.

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