Berlino: Tiergarten, particolare del monumento a Goethe

Il mio primo viaggio letterario1 fu un insuccesso: Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino, letto a dodici anni, mi sconvolse. Questo il verdetto: la capitale tedesca era un luogo grigio, brutto e pericoloso e io (ragazzina cresciuta a pane, amore e Barbie) non me ne sarei più occupata.

Quando una cosa non ti piace solo perché non l’hai capita, la vita ti boccia o ti rimanda a settembre finché non hai imparato la lezione. Così, nel luglio 2012, ho dato l’esame di “Elementi di vita berlinese I”. Quell’anno, infatti, visitai la capitale tedesca in occasione di un concerto dei Pearl Jam.

Mi preparai diligentemente al viaggio. Acquistai una Lonely Planet, la studiai, la sottolineai, le feci le orecchiette e la riempii di post-it. Ci mancava solo che mi mettessi a ripetere per un eventuale esame orale.

Una vacanza piacevole. Diverse cose mi rimasero impresse: i parchi,  l’atmosfera da romanzo ottocentesco del Tiergarten, un nudista, i corsi d’acqua, il senso di libertà e leggerezza, il Pergamon Museum, il pollo arrosto con le patatine fritte e le mie mani unte e imbrattate di salse, lo stinco di maiale con i crauti, il sole dopo la pioggia, i biergarten al tramonto, i ciclisti, i currywurst, il buco dei miei jeans dopo la caduta dalla bicicletta, gli spacciatori di Gorlitzer Park (dovevo passare di lì per andare a mangiare il pollo; non fatevi strane idee), il Warschauer Brücke, la U-Bahn, la vista panoramica dalla cupola del Reichstag, il Memoriale della Shoah, la gita in traghetto fino a Potsdam.

Credevo che non avrei più rivisto Berlino, ma mi sbagliavo. Un giorno si è presentata l’occasione e io l’ho colta al volo, per amore e per curiosità. Abbiamo impacchettato la nostra roba e ci siamo trasferiti a Merkelandia.

L’esame di “Elementi di vita berlinese II” l’ho archiviato, pur avendo preso un voto molto basso alla voce “conoscenza della lingua” (devo rimediare al più presto), e dopo quasi tre anni sono passata alla formazione superiore: non mi interessa decidere se Berlino mi piace o non mi piace, voglio viverla e basta, sentirla un po’ mia.

Seduttrice di cuori spregiudicati, musa di animi creativi e menti tecnologiche, capitale europea dell’impermanenza; Berlino insegna a fluire, a sperimentare, a giocare con la forma senza modificare la sostanza. Quale chiave di lettura migliore, per una città del genere, di un romanzo, di un racconto o di qualsiasi altra testimonianza scritta che la riguardi?

La mia scoperta letteraria di Berlino è iniziata da poco più di un anno, quindi ho ancora tantissimi libri da leggere. Ho terminato Berlin Alexanderplatz di Alfred Döblin, un romanzo sperimentale pubblicato nel 1929. Da questo libro vorrei trarre un itinerario letterario basato su alcuni luoghi menzionati nel testo.

A ottobre 2017 ho letto Effi Briest, in parte ambientato a Berlino. Del bel romanzo di Theodor Fontane ho scritto a dicembre sul blog Impressions chosen from another time per il calendario dell’avvento letterario.

All’inizio dell’anno scorso, invece, risale la lettura di Middlesex di Jeffrey Eugenides. Quale sarà il prossimo? Forse Addio a Berlino di Christopher Isherwood.

Inoltre, al momento per andare alla scoperta della Berlino letteraria mi affido a due guide in inglese (so che ci sono anche dei libri in italiano, ma non li ho letti):

Berlin: A Literary Guide for Travellers

Berlin – A literary guide for travellers, scritta da Paul Sullivan e Marcel Krueger, è stata pubblicata nel 2016 ed è essenziale per scoprire la Berlino letteraria.

Preceduta da un’introduzione che racconta l’evoluzione della città nel corso del tempo, dedica un capitolo a ogni quartiere, è completata da una cronologia degli eventi che l’hanno interessata (dal 1237, anno della sua fondazione, al 2013), e termina con la bibliografia.

Grazie a questa guida ho scoperto tantissime cose sulla vita culturale berlinese, gli scrittori legati alla città, i caffè, le case editrici, le riviste e i quotidiani. Mi ha aperto un mondo.

Paul Sullivan, giornalista e fotografo, ha fondato nel 2010 il sito Slow Travel Berlin, attraverso il quale è possibile prenotare delle visite guidate. Tra queste c’è un itinerario letterario dedicato a quella che una volta era la parte ovest della città. A breve parteciperò e vi racconterò l’esperienza.

city-lit Berlin

city lit Berlin, edita da oxygen books nel 2009, è un’antologia di brani tratti da romanzi, racconti, reportage (e perfino blog post) dedicati alla capitale tedesca. È utile perché fornisce un’idea di tutto quello che si può leggere su Berlino.

oxygen books ha pubblicato anche altri city lit e city pick dedicati ad alcune delle più importanti città del mondo: Venezia, Londra, Parigi, San Pietroburgo, New York, Dublino, Istanbul, Amsterdam.

Altre risorse utili

Tempo fa, cercando notizie su Christopher Isherwood, sono capitata su Cabaret Berlin, il blog di Brendan Nash, ricco di notizie sulla Berlino dei Cabaret all’epoca della Repubblica di Weimar.

Nash organizza anche visite guidate e ha pubblicato un libro A Walk Along The Ku’damm: Playground and Battlefield of Weimar Berlin. Non ho ancora partecipato al suo tour né ho letto il libro, ma vi segnalo entrambi nel caso foste interessati.

Esploratori urbani in cerca di bellezza

A Berlino le cose interessanti bisogna anche andarsele a cercare. Per capire e apprezzare la città devi indossare il cappello da Indiana Jones e diventare un esploratore urbano.

Quando si tratta di beni culturali divento una nostalgica conservatrice delle “vestigia del passato”. Qui mi attacco a quel poco che è rimasto, e pure a quello che non c’è più.

Se scopro, per esempio, che al numero civico 5 di Poppinsstraβe una volta stava la sede poi buttata giù di un caffè letterario, di una nota casa editrice, l’abitazione di qualche scrittore, una chiesa o un palazzo storico, sono felice.

Allora vado al numero civico 5 di Poppinsstraβe, perché voglio rendermi conto di quello-che-c’è-oggi e del rapporto tra quello-che-c’è-oggi e l’ambiente circostante. Il risultato? Dopo trenta secondi mi sale il magone. I vuoti-non più vuoti di questa città fatico ad accettarli. E nonostante questo li cerco, perché ne ho bisogno; perché parlano e io li voglio ascoltare.

E ora a voi Lettori in Viaggio: qual è stato il vostro primo viaggio letterario? Vi è piaciuto? Siete anche voi dei nostalgici delle “vestigia del passato”?

Nostalgicamente vostra
Katy Poppins – Ich bin ein Berliner (?)

Ph. lettureinviaggio

1Considerazione importante: all’epoca non mi chiamavo Katy Poppins e non avevo un ombrello…

Caterina
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Caterina

Dirigente di una multinazionale di sogni, attualmente impegnata nella loro realizzazione. Da grande vorrebbe diventare ambasciatrice di sorrisi e indossare solo abiti color turchese.

Su Instagram e Twitter è @katyonabc
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